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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.

"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

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Se un mattino d’inverno un amatore
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
mercoledì 03 febbraio 2010

Cavriana (MN), 31 gennaio 2010

Se un mattino d’inverno un amatore (podista) s’alzasse di malavoglia dal letto e fosse incerto se starsene al calduccio, leggere l’ultimo numero di “Correre” (con relativa classifica maratonica) o sfidare le temperature polari per fare un “medio” senza pretese, potrebbe sempre ripiegare su una non competitiva Fiasp. Il sottoscritto ha optato per l’ultima alternativa e così, la fresca mattina di domenica 31 gennaio, si è ritrovato a correre, dopo qualche esitazione, lungo il percorso di diciassette chilometri della “StraBiagio”, con partenza e arrivo dalla storica Villa Mirra di Cavriana (MN). Colline imbiancate, silenzio, cieli grigi, sentieri dal fondo ghiacciato, poco asfalto, tanto freddo  hanno fatto da cornice a una corsa tranquilla e piacevolissima. Meno piacevole è stato doversi spogliare in fretta e in furia, al freddo, per indossare gli indumenti del podista, tra cui una sgargiante maglietta rosso fuoco che spiccava perfettamente nell’ambiente bianco-grigio.


 
Govi, gli altri, e la frutta sugli alberi
Scritto da Fabio Marri   
mercoledì 20 gennaio 2010

Bagnacavallo (RA), 2^ Maratona della Pace (Trail di 48 km)
Govi, gli altri, e la frutta sugli alberi

Alla fine siamo arrivati in 115, direi tutti soddisfatti, tranne William Govi (pettorale 750 in onore della sua autocertificata ricorrenza maratonica), che non ha apprezzato la commistione di maratona e ultramaratona in un percorso di avanti e indietro sulla stessa sponda sinistra del Lamone. Né si poteva compensare il fatto con la presenza di buone docce caldine, perché William non è habitué della doccia (almeno da quella volta che a Buhlertal, una decina d’anni fa, entrò nello spogliatoio comune e vide un sacco di ragazze nude, alcune anche… ostrega! al che scappò di furia torcendo gli occhi). Invece, quanto alla partenza di oggi, gli facevo notare la somiglianza del luogo (la piazza Nuova di Bagnacavallo, ignota al Tomtom e a Viamichelin, eppure esistente) con quel porticato da dove prendeva il via la maratona di Marengo (la peggior maratona del nord Italia), in cui William collaborava all’organizzazione, ma dove non esistevano spogliatoi, e lasciammo le borse all’aperto…

 


 
Verona. La corsa dei Babbi Natale: riflessioni personali!
Scritto da Luca Bedendo   
domenica 27 dicembre 2009

20-12-2009, ore 8.00 domenica mattina.
Condizioni atmosferiche: ghiaccio. Ovunque! Il termometro dell’auto segna un -9°C memorabile.

Vado a correre!
Il ritrovo è in Piazza Bra. Sfidiamo il ghiaccio in 700 per questi 5/10 km non competitivi.
Siamo 700 Babbi Natale!
Come sempre mi capita nel ritrovarmi nel solito clima di festa mi scatta qualcosa dentro e mi lascio andare a quelle emozioni che non so identificare ma che questo sport mi tira fuori!
Mi rallegra e questo è già molto.


 
Nizza e Savoia, cosa nostra o quasi
Scritto da Fabio Marri   
giovedì 19 novembre 2009
Nizza-Cannes, 8-11-2009: 2° Marathon des Alpes Maritimes
Nizza e Savoia, cosa nostra o quasi

Se una gara, già alla prima edizione, si classifica al secondo posto tra le maratone francesi (dopo la sola Parigi), per i suoi 8207 arrivati (di cui circa 250 italiani) vale la pena di dare un’occhiata; anche perché il posto è vicino (appena più in là di Sanremo – dove pare che quest’anno la maratona dia forfeit - e Montecarlo – dove non tutto fila liscio, visto il clamoroso cambiamento di data da autunno a primavera -); poi Nizza è la patria di Garibaldi ed è appartenuta all’Italia (pardon, ai Savoia) fino al 1860, tutti conoscono perlomeno il dialetto genovese in cui sono scritti anche i cartelli ufficiali (“Nissa”). Insomma, questa trasferta non fa paura agli italiani, che invece titubano di fronte a Svizzera tedesca o Germania; e allora andiamo, soprattutto considerando la miserabilità delle maratone concorrenti nel Belpaese in questo novembre.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 novembre 2009 )
 
TOUBKAL TRAIL – TOUBKAL MARATHON: INSHALLAH
Scritto da Giovanni Baldini   
domenica 15 novembre 2009
Tizi Mzik, Tizi n’Auguelzim, Jebel Toubkal, Tizi n’Ouanoumss, Tizi n’Ououraine, Tizi Likmet, Tizi n’Tacheddirt,Tizi n’Ouhatiar, Tizi n’ou Addi, Tizi n’Tamatert: parole impronunciabili. Ma che roba è, vien subito da pensare. Non abbiate fretta, vi spiegherò tutto passo per passo: derivano dalla traslitterazione dell’arabo,  e tradurrò tutto subito per non creare confusione. Tazi (in berbero) significa: valico; Jebel: montagna;  il resto sono   nomi non traducibili degli alti passi di un’imponente catena montuosa, come del resto il Tajin, piatto di ortaggi cotti e carne (esclusa il maiale) che ho trovato prelibato, servito su piatti di terracotta incandescenti, tanto da rischiare, se uno è distratto,  di fare la fine dei clienti al ristorante giapponese nel film del tragico Fantozzi, ossia di lanciare il piatto in aria per non avere le mani ustionate. L’Hamman  è il bagno turco, scopiazzato dalle terme romane, ed entrato di prepotenza nel comune gergo. Quindi Tizi, Jebel, Tajin ed Hamman sono i primi sostantivi che ho imparato.
Perbacco, dimenticavo di dire dove mi trovavo io e gli altri amici, per capirci quelli della legge 180, per usare un termine preso in prestito dall’ultra man Massimone Guidobaldi: Marocco, Alto Atlante, per l’ennesima gara in montagna che non si esagera affatto  nel definirla epica. Grazie alla felice intuizione ed al coraggio di Nico Valsesia da Borgomanero (NO), che non si risparmiava per far entrare prepotentemente nel Guinness dei Primati le due gare in programma, perfettamente organizzate tra mille difficoltà logistiche imposte da una catena montuosa imponente ed aspra e dalla popolazione berbera non avvezza a simili eventi: la Toubkal Marathon (km 42, +3123 metri da salire) ed il Toubkal Trail (km 125, +9000). Non ci poteva andare tenero il grande Nico la cui sua   filosofia di vita  è faticare, e per questo ha ottenuto  risultati sportivi strabilianti:  nel 2006 si  classificò secondo assoluto nella “Race Across America” percorrendo in bici  i 4.897 km della Coast to coast statunitense in 9 giorni, 16 ore e 23  minuti!

Ultimo aggiornamento ( domenica 15 novembre 2009 )
 
Maratona del lago di Garda
Scritto da Luca Bedendo   
lunedì 05 ottobre 2009

Maratona del lago di Garda: Simone, il Pace dei 3’30’’ (Bolt), Paola, Franco e Marcello (il milanista) ed una stella lassù nel cielo.

Solita vigilia nervosa. Ho il raffreddore.
Questa volta mi isolo dalla family e arrivo a Malcesine la sera prima.
Simpatica sistemazione, cena tranquilla ma solitaria,un paio di telefonate in cerca di ultimi consigli e di  raccomandazioni che suonano sempre più o meno così “l’importante è esserci,divertiti,fammi sapere…”
Due passi  per Malcesine per respirare un po’ di aria fresca prima di cercare di riposare.
Ma dormo poco e male.


 
La virtù senza le avversità marcisce
Scritto da Giovanni Baldini   
lunedì 21 settembre 2009
25-30 agosto 2009: Ultra-trail du Mont Blanc – Petite Trotte à Leon
“La virtù senza le avversità marcisce”.

 1. Non so se vi è capitato mai di leggere le lettere morali a Lucilio scritte dal filosofo romano Lucio Anneo Seneca duemila anni fa:  il titolo di questa storia, tratto dal celebre epistolario, è  uno dei tanti aforismi del maestro, seguace dello stoicismo,  che ci ha lasciato in eredità, ed è quello che mi dà la forza per affrontare le tante dure prove che la vita riserva. Questa volta l’esame fortunatamente è ludico, e sono stato uno dei  pochi eletti ad affrontarlo. La Petite Trotte à Léon è stata inserita dall’anno 2008 nella grande festa della montagna che è l’Ultra Trail du Mont Blanc. Per  il maratoneta  purista amante della natura  significa entrare nel Gotha di tale disciplina per i crediti, in termini di competizioni estreme,  che bisogna accumulare per sperare di poter essere tra i 5500 trailers: tanti sono stati quest’anno in tutte le quattro gare in programma che di seguito elencherò.
Cinquanta squadre erano ammesse alla PTL, e dovevano essere  formate da tre elementi indissociabili (cioè se uno si ritirava anche i restanti dovevano fermarsi) di cui due dovevano aver terminato almeno una delle precedenti edizioni dell’UTMB competitivo (km 166 +9000m di dislivello). L’esame iniziava subito con la lotteria dell’iscrizione a fine anno 2008. La lotta è stata dura già per iscriversi in tutte le gare in programma: da ogni angolo del pianeta giungevano richieste d’iscrizione che superavano abbondantemente la disponibilità: un’autentica follia! Ma i cugini d’oltralpe hanno l’occhio lungo ed hanno creato un bel business attorno alle 4 competizioni, forti dell’irresistibile attrattiva paesaggistica del Monte Bianco, il re delle Alpi,  che non ha certo bisogno di essere pubblicizzata.Anzi, semmai (a mio parere) le presenze nell’ “Espace Mont Blanc” devono essere contingentate, per preservare lo straordinario ma alquanto delicato equilibro naturale.

 
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