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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.

"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

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2^ Marcia sui sentieri dei soldati del Grappa, Campo Solagna (VI), sabato 9 luglio 2016
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
sabato 16 luglio 2016
“Monte Grappa tu sei la mia patria”, cantavano i nostri soldati che combattevano e morivano, quasi cent’anni orsono, sull’aspra montagna, ultimo baluardo italiano dopo Caporetto. Per ricordarne il sacrificio e visitare i luoghi in cui si svolsero quelle lontane battaglie, da due anni a questa parte il Cus Padova e la Fiasp organizzano una marcia non competitiva che si svolge nella prima metà luglio. Io ho preso parte, sabato scorso, alla seconda edizione, anche se sono giunto al luogo convenuto (Campo Solagna, a quota 1000) verso le 10, ovvero in abbondante ritardo sull’inizio ufficiale della manifestazione fissato per le 7.30 del mattino. Superata Bassano, ho raggiunto in auto Romano d’Ezzelino e da lì ho risalito la lunga strada Cadorna che s’inerpica sul Grappa per una trentina di chilometri.

 
TRAIL DELLE APUANE: CHI VERAMENTE AMA VOLENTIERI SOFFRE.
Scritto da Giovanni Baldini   
martedì 05 luglio 2016
Spesso, quando mi dirigo in auto al nord Italia, preferisco transitare per l’autostrada tirrenica per ammirare nell’alta Toscana le Alpi Apuane. Mi impressiona sempre quella catena montuosa, nota universalmente per il pregiato marmo che da secoli viene estratto dalle cave arroccate sui fianchi delle piramidali montagne. Da qui essa mi appare come un baluardo inaccessibile e altissimo. Eppure il monte Pisanino, la cima maggiore, sfiora i 2000 metri. I miei rudimenti storici, mi indicano che la selezione naturale, derivata dal lavoro usurante di cavatore, ha fatto sì che la popolazione che abita (o abitava?) la zona, sia dotata di una resistenza fisica eccezionale. Una vita grama, da meritare - almeno spero – una dispensa dalla stramaledetta legge Fornero, cioè che questi “scansafatiche” possano godere della pensione prima di quello che vorrebbe il legislatore per abbattere il debito pubblico: lo sfinimento.....


Ultimo aggiornamento ( martedì 05 luglio 2016 )
 
Una svapata ci mancava proprio
Scritto da Fabio Marri   
giovedì 28 aprile 2016
23-24 aprile 2016 – Bobbio-Pontremoli – 9^ Abbots way

I frequentatori di questo sito possono ancora trovare, scorrendo verso il basso la serie “Dal fronte”, tra il maggio 2012 e il maggio 2013 i resoconti di Gianni Baldini e mio sulle precedenti nostre partecipazioni a questa gara. A dire il vero, Gianni racconta di aver partecipato tre volte dal 2009 in poi; ma si era trattato, nel caso suo e poi nel mio, di edizioni diverse dall’attuale: anzitutto, in senso contrario, da sud a nord, a maggio e non ad aprile; inoltre, nei primi anni, di una sorta di corsa in due tappe, con riposo notturno nel mezzo. Dal 2015 la gara si è spostata, prevedendo la partenza da Bobbio: località meglio ‘governata’ dai piacentini Lupi d’Appennino, e - dall’impressione che ne ho avuta - più ospitale del capolinea opposto, anche se più difficoltosa da raggiungere causa mancanza di ferrovia (per chi, come me, è arrivato coi mezzi pubblici, è stata necessaria un’ora e dieci di bus da Piacenza, più altrettanto di treno, e nel mezzo il trasferimento dalla stazione FS alla nuova stazione bus di Piacenza, traslocata da quattro giorni, e con abolizione della fermata dei bus alle FS stesse). Bisogna dire che l’organizzazione prevedeva, con modico pagamento, anche il trasferimento con bus propri da Pontremoli (facilmente raggiungibile in treno, come sempre) a Bobbio, e il pernottamento in palestra, usufruito a quanto pare da una cinquantina di atleti: il che dimostra quanto siano risparmiosi i partecipanti a questo genere di corse.
La mia borsa prima della partenza

Ultimo aggiornamento ( giovedì 28 aprile 2016 )
 
Fabbrico (Reggio Emilia), 25 aprile 2016. Maratonina del 25 aprile.
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
giovedì 28 aprile 2016
Visto che quest’anno, purtroppo, la Maratonina di Mantova non si disputerà, al podista mantovano non resta che migrare nelle province limitrofe per cimentarsi sulla distanza dei 21,097 km. Così, questo freddo 25 aprile sono tornato, per la terza o quarta volta a Fabbrico (Reggio Emilia), per una “classica” di cui conservavo ottimi ricordi. Pregio non comune della corsa di Fabbrico, organizzata dalla UISP con un contributo sostanzioso del Comune, è quello di potersi iscrivere il giorno stesso della gara, per una somma davvero modica (10 euro).

 
SCIACCHETRAIL 2016: UN TRAIL COI MUSCOLI
Scritto da Giovanni Baldini   
martedì 12 aprile 2016
Ora anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha il suo trail: lo davo per scontato. In tutt’Italia si assiste a un vero e proprio boom di corse in natura e c’è solo l’imbarazzo della scelta. E’ spontaneo quindi che un trail che si snoda nella celebrata e romantica località ligure, che ha ottenuto giustamente il protettorato dell’UNESCO, esercita una forte attrattiva a livello internazionale, tanto che il tracciato è diventato permanente cioè fruibile tutto l’anno dalle schiere di camminatori.

Quella di domenica 20 marzo 2016 era la seconda edizione dello Sciacchetrail riservata ad appena 250 fortunati concorrenti (numero chiuso) di diverse nazionalità, ma i numeri potrebbero arrivare facilmente a quattro cifre. Perché Sciacchetrail e non Cinque Terre Trail? In questo caso si è deciso di celebrare lo Sciacchetrà, il vino passito di produzione limitata prodotto dalle uve coltivate nei terrazzamenti sui scoscesi fianchi delle montagne che si tuffano nel mar Ligure. Centinaia di chilometri di muri a secco costruiti con fatiche inimmaginabili dai tenaci rivieraschi, che hanno modellato il paesaggio svolgendo anche la funzione di protezione del suolo. Chi sarebbe oggi in grado di sopportare tali fatiche? Pochissimi e forse sarebbero pure irrisi dai cultori della vita comoda.

Ultimo aggiornamento ( martedì 12 aprile 2016 )
 
Qui è Europa, non Italia: mueve el culito!
Scritto da Fabio Marri   
sabato 30 gennaio 2016
Las Palmas, 24 gennaio, 7° Gran Canaria Maraton
Le Canarie sono una delle poche ‘colonie’ extraeuropee che l’Europa non si vergogna di mantenere. Conquistate dalla Spagna nel 1400 (quando gli indigeni erano ancora all’età della pietra), sono servite da base per le spedizioni atlantiche di Cristoforo Colombo, che da qui a San Salvador impiegò solo 36 giorni nel primo viaggio. La casa di Colombo (o meglio, Colòn, trattandosi di un cervello italico in fuga, che a poco più di vent’anni andò in Portogallo e Spagna per realizzare i suoi sogni, il cui compimento affossò del tutto la potenza marittima della natia Genova) è uno dei musei più interessanti dell’isola di Gran Canaria, nella cittadina di Vegueta che costituiva l’antico capoluogo.
Grazie alla “hispanidad” delle Canarie (e al destino simile di Azzorre e Madera, in mano ai portoghesi), si va là in poche ore di aereo, senza passaporti, visti, vaccinazioni e paura dei pirati o degli islamici: e state tranquilli che non ci sono nemmeno vucumprà. E all’aeroporto di Las Palmas (il quadruplo di quello di Bologna, e dove gli aerei si attaccano direttamente allo scalo, senza il perditempo del bus) le prime scritte che vedete sono in tedesco, tanto per chiarire che qui si fanno le cose sul serio. E se accennate a passare su una qualunque striscia pedonale, le auto inchiodano. E altri cartelli ammoniscono che “la legge spagnola” (non quella della giungla o di Allah) commina sanzioni severe per chi abbandona rifiuti o altro: infatti, nelle magnifiche spiagge dell’isola (a ingresso libero, senza bagnini che ti rompano, ma col salvataggio attivo fino alle 17,30) non trovi una cicca o una cartaccia. E se la domenica vuoi andare a messa, di chiese (cattoliche e luterane) ce ne sono quante vuoi.


Ultimo aggiornamento ( sabato 30 gennaio 2016 )
 
Reggio ha fatto venti
Scritto da Fabio Marri   
venerdì 18 dicembre 2015
Era il 15 dicembre del 1996 quando a Reggio fu lanciata la prima maratona, festeggiata da ben 1300 podisti. Io c’ero, e quest’anno ho celebrato la decima partecipazione su venti edizioni. Ultimamente, sfiancato dai trail e dalle ultra, c’ero stato più raramente: dopo cinque partecipazioni consecutive tra il 2001 e il 2005, ero tornato nel 2010, poi più (salvo andare a farci il tifo, e semmai correndo con amici il tratto collinare tra i km 10 e 35). Su Natipercorrere c’è ancora il resoconto appunto dell’ultima partecipazione, del 12 dicembre 2010.

“Quest’anno a Reggio abbiamo finito in 2101 (2090 entro il tempo massimo delle 5h 30, dunque senza bisogno di aumentare la partecipazione stabilendo tempi massimi da semi-handicappati): un po’ meno che l’anno scorso, molti di più che nel 2007 e 2008, comunque intorno al sesto posto nella classifica di partecipazione tra le maratone di tutta Italia, ancora più su se si considerano le ben 216 donne, oltre il 10% del totale. E a Reggio si ritorna: il sottoscritto c’è stato 11 volte, ma conosco gente che le ha corse tutte o quasi e non se ne perderebbe una”.
 
 
 Foto di Italo Spina


Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 dicembre 2015 )
 
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