ieconsent.js">

Login

Entra
 
Home

Benvenuti

Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.

"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

Aprile 2016 Maggio 2016 Giugno 2016
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
Settimana 18 1 2 3 4 5 6 7
Settimana 19 8 9 10 11 12 13 14
Settimana 20 15 16 17 18 19 20 21
Settimana 21 22 23 24 25 26 27 28
Settimana 22 29 30 31

Sondaggi

Ti alleni...
 

Login Form






Password dimenticata?

Syndication

Una svapata ci mancava proprio
Scritto da Fabio Marri   
giovedì 28 aprile 2016
23-24 aprile 2016 – Bobbio-Pontremoli – 9^ Abbots way

I frequentatori di questo sito possono ancora trovare, scorrendo verso il basso la serie “Dal fronte”, tra il maggio 2012 e il maggio 2013 i resoconti di Gianni Baldini e mio sulle precedenti nostre partecipazioni a questa gara. A dire il vero, Gianni racconta di aver partecipato tre volte dal 2009 in poi; ma si era trattato, nel caso suo e poi nel mio, di edizioni diverse dall’attuale: anzitutto, in senso contrario, da sud a nord, a maggio e non ad aprile; inoltre, nei primi anni, di una sorta di corsa in due tappe, con riposo notturno nel mezzo. Dal 2015 la gara si è spostata, prevedendo la partenza da Bobbio: località meglio ‘governata’ dai piacentini Lupi d’Appennino, e - dall’impressione che ne ho avuta - più ospitale del capolinea opposto, anche se più difficoltosa da raggiungere causa mancanza di ferrovia (per chi, come me, è arrivato coi mezzi pubblici, è stata necessaria un’ora e dieci di bus da Piacenza, più altrettanto di treno, e nel mezzo il trasferimento dalla stazione FS alla nuova stazione bus di Piacenza, traslocata da quattro giorni, e con abolizione della fermata dei bus alle FS stesse). Bisogna dire che l’organizzazione prevedeva, con modico pagamento, anche il trasferimento con bus propri da Pontremoli (facilmente raggiungibile in treno, come sempre) a Bobbio, e il pernottamento in palestra, usufruito a quanto pare da una cinquantina di atleti: il che dimostra quanto siano risparmiosi i partecipanti a questo genere di corse.
La mia borsa prima della partenza

Ultimo aggiornamento ( giovedì 28 aprile 2016 )
 
Fabbrico (Reggio Emilia), 25 aprile 2016. Maratonina del 25 aprile.
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
giovedì 28 aprile 2016
Visto che quest’anno, purtroppo, la Maratonina di Mantova non si disputerà, al podista mantovano non resta che migrare nelle province limitrofe per cimentarsi sulla distanza dei 21,097 km. Così, questo freddo 25 aprile sono tornato, per la terza o quarta volta a Fabbrico (Reggio Emilia), per una “classica” di cui conservavo ottimi ricordi. Pregio non comune della corsa di Fabbrico, organizzata dalla UISP con un contributo sostanzioso del Comune, è quello di potersi iscrivere il giorno stesso della gara, per una somma davvero modica (10 euro).

 
SCIACCHETRAIL 2016: UN TRAIL COI MUSCOLI
Scritto da Giovanni Baldini   
martedì 12 aprile 2016
Ora anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha il suo trail: lo davo per scontato. In tutt’Italia si assiste a un vero e proprio boom di corse in natura e c’è solo l’imbarazzo della scelta. E’ spontaneo quindi che un trail che si snoda nella celebrata e romantica località ligure, che ha ottenuto giustamente il protettorato dell’UNESCO, esercita una forte attrattiva a livello internazionale, tanto che il tracciato è diventato permanente cioè fruibile tutto l’anno dalle schiere di camminatori.

Quella di domenica 20 marzo 2016 era la seconda edizione dello Sciacchetrail riservata ad appena 250 fortunati concorrenti (numero chiuso) di diverse nazionalità, ma i numeri potrebbero arrivare facilmente a quattro cifre. Perché Sciacchetrail e non Cinque Terre Trail? In questo caso si è deciso di celebrare lo Sciacchetrà, il vino passito di produzione limitata prodotto dalle uve coltivate nei terrazzamenti sui scoscesi fianchi delle montagne che si tuffano nel mar Ligure. Centinaia di chilometri di muri a secco costruiti con fatiche inimmaginabili dai tenaci rivieraschi, che hanno modellato il paesaggio svolgendo anche la funzione di protezione del suolo. Chi sarebbe oggi in grado di sopportare tali fatiche? Pochissimi e forse sarebbero pure irrisi dai cultori della vita comoda.

Ultimo aggiornamento ( martedì 12 aprile 2016 )
 
Qui è Europa, non Italia: mueve el culito!
Scritto da Fabio Marri   
sabato 30 gennaio 2016
Las Palmas, 24 gennaio, 7° Gran Canaria Maraton
Le Canarie sono una delle poche ‘colonie’ extraeuropee che l’Europa non si vergogna di mantenere. Conquistate dalla Spagna nel 1400 (quando gli indigeni erano ancora all’età della pietra), sono servite da base per le spedizioni atlantiche di Cristoforo Colombo, che da qui a San Salvador impiegò solo 36 giorni nel primo viaggio. La casa di Colombo (o meglio, Colòn, trattandosi di un cervello italico in fuga, che a poco più di vent’anni andò in Portogallo e Spagna per realizzare i suoi sogni, il cui compimento affossò del tutto la potenza marittima della natia Genova) è uno dei musei più interessanti dell’isola di Gran Canaria, nella cittadina di Vegueta che costituiva l’antico capoluogo.
Grazie alla “hispanidad” delle Canarie (e al destino simile di Azzorre e Madera, in mano ai portoghesi), si va là in poche ore di aereo, senza passaporti, visti, vaccinazioni e paura dei pirati o degli islamici: e state tranquilli che non ci sono nemmeno vucumprà. E all’aeroporto di Las Palmas (il quadruplo di quello di Bologna, e dove gli aerei si attaccano direttamente allo scalo, senza il perditempo del bus) le prime scritte che vedete sono in tedesco, tanto per chiarire che qui si fanno le cose sul serio. E se accennate a passare su una qualunque striscia pedonale, le auto inchiodano. E altri cartelli ammoniscono che “la legge spagnola” (non quella della giungla o di Allah) commina sanzioni severe per chi abbandona rifiuti o altro: infatti, nelle magnifiche spiagge dell’isola (a ingresso libero, senza bagnini che ti rompano, ma col salvataggio attivo fino alle 17,30) non trovi una cicca o una cartaccia. E se la domenica vuoi andare a messa, di chiese (cattoliche e luterane) ce ne sono quante vuoi.


Ultimo aggiornamento ( sabato 30 gennaio 2016 )
 
Reggio ha fatto venti
Scritto da Fabio Marri   
venerdì 18 dicembre 2015
Era il 15 dicembre del 1996 quando a Reggio fu lanciata la prima maratona, festeggiata da ben 1300 podisti. Io c’ero, e quest’anno ho celebrato la decima partecipazione su venti edizioni. Ultimamente, sfiancato dai trail e dalle ultra, c’ero stato più raramente: dopo cinque partecipazioni consecutive tra il 2001 e il 2005, ero tornato nel 2010, poi più (salvo andare a farci il tifo, e semmai correndo con amici il tratto collinare tra i km 10 e 35). Su Natipercorrere c’è ancora il resoconto appunto dell’ultima partecipazione, del 12 dicembre 2010.

“Quest’anno a Reggio abbiamo finito in 2101 (2090 entro il tempo massimo delle 5h 30, dunque senza bisogno di aumentare la partecipazione stabilendo tempi massimi da semi-handicappati): un po’ meno che l’anno scorso, molti di più che nel 2007 e 2008, comunque intorno al sesto posto nella classifica di partecipazione tra le maratone di tutta Italia, ancora più su se si considerano le ben 216 donne, oltre il 10% del totale. E a Reggio si ritorna: il sottoscritto c’è stato 11 volte, ma conosco gente che le ha corse tutte o quasi e non se ne perderebbe una”.
 
 
 Foto di Italo Spina


Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 dicembre 2015 )
 
ECOMARATONA DEL CHIANTI: PECCATO, SONO ASTEMIO, PERO’…
Scritto da Giovanni Baldini   
giovedì 05 novembre 2015
18.10.2015 - CASTELNUOVO BERARDENGA (SI)

Un serio studio pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale circa l’incidenza di malattie cardiovascolari, ha rivelato dei risultati sorprendenti. In Europa , al contrario di come si possa immaginare, è la popolazione francese, prima di noi italiani, ad avere la percentuale minore di questa piaga anche se, nella dieta dei cugini d’oltralpe, abbondano i formaggi e il grassissimo paté de foie gras. Si è giunti alla conclusione che ciò gioca un ruolo non marginale il costante consumo - moderato - di vino rosso ricco di antiossidanti chiamati flavonoidi. Non sono uno scienziato ma, dato che mi documento, convengo che alimentarsi come si deve ascoltando chi ne capisce, un’infausta dipartita quantomeno viene ritardata.
E rossa è l’uva del vitigno sangiovese da cui nasce il celebrato Chianti, e Castelnuovo Berardenga può essere definito uno dei principali centri dove si produce questo nettare il cui marchio è conosciuto in ogni angolo del mondo cosiddetto civilizzato.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 novembre 2015 )
 
Il trail dal volto umano
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
domenica 25 ottobre 2015
Sarnonico (TN), domenica 18 ottobre 2015. Quinta “Ciaminada nonesa”

Di questa corsa venni a conoscenza quasi per caso lo scorso agosto, al termine di una breve ma intensa 5 km disputatasi a Vermiglio, in Val di Sole. Uno dei concorrenti indossava una maglietta con il “logo” della “Ciaminada nonesa”. La cosa mi incuriosì, chiesi informazioni e venni così a sapere che si trattava di una “eco-mezza” che si sarebbe svolta il 18 ottobre, su di un percorso ondulato misto asfalto-sterrato, con partenza da Sarnonico, nell’alta Val di Non. Domenica scorsa, reduce dai 3000 in pista del giorno precedente, a Mantova, mi sono dunque ritrovato nel paesino succitato, non lontano da Fondo, sede della celebre “ciaspolada” di gennaio, in una mattina piuttosto fredda, nuvolosa e già tardo-autunnale.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 26 ottobre 2015 )
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 12 di 225