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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.
"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."
Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble
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Marzo 2010 |
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Verona marathon, domenica 21 febbraio 2010 |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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martedì 02 marzo 2010 |
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Sinceramente non vado matto per le corse troppo affollate e ritrovarmi alla partenza della Verona marathon confuso con le schiere di mezzi maratoneti, intruppato nella griglia degli atleti medio-scarsi (pettorale verdino), in un fondo a una marea di quasi diecimila persone (stando alle cifre fornite dall’ “Arena”, il quotidiano locale), non è stato per me il modo migliore di iniziare questa ennesima avventura podistica. Forse sarebbe stato opportuno separare la partenza della “mezza” da quella della maratona ma, per il resto, è andata piuttosto bene e direi che gli organizzatori hanno offerto, tutto sommato, un servizio all’altezza della situazione e delle aspettative, anche grazie alla generosa collaborazione dell’Esercito Italiano. Certo gli sponsor istituzionali e privati erano “importanti” (come dice chi è a corto di aggettivi), certo la manifestazione aveva anche un aspetto promozionale (legato all’“indotto” e al turismo) non secondario rispetto a quello sportivo, ma occorre riconoscere che Verona – con questi numeri – può ambire a diventare una delle primissime maratone in Italia.
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Mantova, 14 febbraio 2010. Campestre di Bosco Virgiliano, 1^ prova del criterium mantovano amatori F |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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martedì 16 febbraio 2010 |
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“Solicello di febbraio, che sorridi lieve lieve”, recita una filastrocca appresa secoli addietro alle elementari e riemersa dai ricordi, ieri mattina, nella nebbiolina fredda e umida di Mantova, dov’è andata di scena la prima del criterium amatori Fidal. In effetti, ce n’è voluta prima di riuscire a riscaldare le stanche membra e di correre con un minimo di scioltezza sui lunghi rettilinei erbosi fiancheggiati dagli spogli pioppi cipressini di Bosco Virgiliano. La partenza della categoria master 45-50-55 primavere è fissata alle ore dieci: ci resta poco meno di mezz’ora per ritirare il pettorale dal responsabile del nostro gruppo, l’efficientissimo Maurizio Fontana, salutare tutti gli amici presenti, provvedere alla vestizione e schierarsi sulla linea di partenza. A un minuto dal via, colto da una sorta di presentimento, prendo la decisione improvvisa di correre con le chiodate, memore della buona performance ottenuta con queste scarpe (presa aggressiva ma protezione minima o nulla) a Villa Lagarina, lo scorso gennaio.
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Scritto da Gustavo Pallica
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martedì 09 febbraio 2010 |
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Otto anni fa Gustavo Pallicca, un nome molto noto nella campo della storiografia dell’atletica leggera italiana e in quello dei giudici di gara, data la sua qualifica di starter internazionale, dette alle stampe, in una forma privatistica che venne simpaticamente definita artigianale, il primo volume di una storia dei 100 metri ai Giochi Olimpici e ai Campionati Mondiali intitolato “I Figli del Vento”. Il periodo abbracciato dal narratore era quello da Atene 1896 a Los Angeles 1932. A questo primo volume ne sarebbero dovuti seguire altri, in modo da coprire la storia della velocità dalle origini fino ai nostri giorni. Nonostante le difficoltà di distribuzione, altrettanto artigianale come l’opera, il libro andò presto esaurito, ma, per cause varie, a quel primo volume non fecero seguito gli altri previsti dal piano editoriale pensato dall’autore.
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Se un mattino d’inverno un amatore |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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mercoledì 03 febbraio 2010 |
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Cavriana (MN), 31 gennaio 2010 Se un mattino d’inverno un amatore (podista) s’alzasse di malavoglia dal letto e fosse incerto se starsene al calduccio, leggere l’ultimo numero di “Correre” (con relativa classifica maratonica) o sfidare le temperature polari per fare un “medio” senza pretese, potrebbe sempre ripiegare su una non competitiva Fiasp. Il sottoscritto ha optato per l’ultima alternativa e così, la fresca mattina di domenica 31 gennaio, si è ritrovato a correre, dopo qualche esitazione, lungo il percorso di diciassette chilometri della “StraBiagio”, con partenza e arrivo dalla storica Villa Mirra di Cavriana (MN). Colline imbiancate, silenzio, cieli grigi, sentieri dal fondo ghiacciato, poco asfalto, tanto freddo hanno fatto da cornice a una corsa tranquilla e piacevolissima. Meno piacevole è stato doversi spogliare in fretta e in furia, al freddo, per indossare gli indumenti del podista, tra cui una sgargiante maglietta rosso fuoco che spiccava perfettamente nell’ambiente bianco-grigio.
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Govi, gli altri, e la frutta sugli alberi |
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Scritto da Fabio Marri
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mercoledì 20 gennaio 2010 |
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Bagnacavallo (RA), 2^ Maratona della Pace (Trail di 48 km) Govi, gli altri, e la frutta sugli alberi Alla fine siamo arrivati in 115, direi tutti soddisfatti, tranne William Govi (pettorale 750 in onore della sua autocertificata ricorrenza maratonica), che non ha apprezzato la commistione di maratona e ultramaratona in un percorso di avanti e indietro sulla stessa sponda sinistra del Lamone. Né si poteva compensare il fatto con la presenza di buone docce caldine, perché William non è habitué della doccia (almeno da quella volta che a Buhlertal, una decina d’anni fa, entrò nello spogliatoio comune e vide un sacco di ragazze nude, alcune anche… ostrega! al che scappò di furia torcendo gli occhi). Invece, quanto alla partenza di oggi, gli facevo notare la somiglianza del luogo (la piazza Nuova di Bagnacavallo, ignota al Tomtom e a Viamichelin, eppure esistente) con quel porticato da dove prendeva il via la maratona di Marengo (la peggior maratona del nord Italia), in cui William collaborava all’organizzazione, ma dove non esistevano spogliatoi, e lasciammo le borse all’aperto…
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Verona. La corsa dei Babbi Natale: riflessioni personali! |
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Scritto da Luca Bedendo
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domenica 27 dicembre 2009 |
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20-12-2009, ore 8.00 domenica mattina. Condizioni atmosferiche: ghiaccio. Ovunque! Il termometro dell’auto segna un -9°C memorabile.
Vado a correre! Il ritrovo è in Piazza Bra. Sfidiamo il ghiaccio in 700 per questi 5/10 km non competitivi. Siamo 700 Babbi Natale! Come sempre mi capita nel ritrovarmi nel solito clima di festa mi scatta qualcosa dentro e mi lascio andare a quelle emozioni che non so identificare ma che questo sport mi tira fuori! Mi rallegra e questo è già molto.
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Nizza e Savoia, cosa nostra o quasi |
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Scritto da Fabio Marri
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giovedì 19 novembre 2009 |
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Nizza-Cannes, 8-11-2009: 2° Marathon des Alpes Maritimes Nizza e Savoia, cosa nostra o quasi
Se una gara, già alla prima edizione, si classifica al secondo posto tra le maratone francesi (dopo la sola Parigi), per i suoi 8207 arrivati (di cui circa 250 italiani) vale la pena di dare un’occhiata; anche perché il posto è vicino (appena più in là di Sanremo – dove pare che quest’anno la maratona dia forfeit - e Montecarlo – dove non tutto fila liscio, visto il clamoroso cambiamento di data da autunno a primavera -); poi Nizza è la patria di Garibaldi ed è appartenuta all’Italia (pardon, ai Savoia) fino al 1860, tutti conoscono perlomeno il dialetto genovese in cui sono scritti anche i cartelli ufficiali (“Nissa”). Insomma, questa trasferta non fa paura agli italiani, che invece titubano di fronte a Svizzera tedesca o Germania; e allora andiamo, soprattutto considerando la miserabilità delle maratone concorrenti nel Belpaese in questo novembre.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 novembre 2009 )
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