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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.
"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."
Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble
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Maggio 2013 |
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Secondo trofeo del Custoza: una corsa (quasi) perfetta |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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martedì 14 maggio 2013 |
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Sommacampagna (VR), 12 maggio 2013 Mi son chiesto spesso quali sarebbero gli ingredienti di una corsa ideale, per i miei gusti. Primo la distanza: né troppo corta né troppo lunga, attorno ai 30 km, per intenderci. Secondo: il paesaggio scenografico, anche con qualche asperità, ma non troppo impegnativa. Terzo: il tempo atmosferico, con sole, brezza, temperatura mite e cielo azzurro. Quarto: La vicinanza da casa. Quinto (ultimo ma non l’ultimo) la quota d’iscrizione, possibilmente modica. Ebbene, tutti questi ingredienti, con l’aggiunta di un sesto facoltativo (pacco gara generoso) si sono piacevolmente e quasi miracolosamente materializzati nella seconda edizione del “Trofeo del Custoza”.
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Bobbio: approdare in calma |
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Scritto da Fabio Marri
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martedì 07 maggio 2013 |
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4-5 maggio 2013 – Pontremoli-Bobbio: 6^ Abbots way
Le cifre nude dicono che non è stato un successo, almeno nella corsa individuale: 100 arrivati (più 13 staffette a coppie e 23 a quattro componenti) secondo le classifiche divulgate già prima dello scadere del tempo massimo, contro i 111 “single” del 2012 e 129 del 2011. È vero che nella classifica 2012 io lessi il nome di una che a metà strada avevo incontrato già docciata e pronta per il night, dopo essersi ritirata (ma si sa che i chip volano); mentre in questa 2013 non trovo, per ora, il mio amico bresciano-modenese Mario Rodolfi che l’anno scorso fu mio partner nella staffetta “twin”, e come me aveva deciso di tentare l’impresa intera, completandola poi in meno di 25 ore. E non trovo quasi nessuno dei miei compagni ‘seminaristi’ di Pontremoli: dunque, ci saranno stati dei ritiri rispetto ai partenti; ma i due siti della corsa non permettono più di consultare l’elenco degli iscritti (o perlomeno un semianalfabeta come me, che pure li leggeva fino a venerdì, adesso non ci arriva).
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Ultimo aggiornamento ( martedì 07 maggio 2013 )
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Scritto da Fabio Marri
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lunedì 22 aprile 2013 |
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Ghemme (NO), 20-4-2013, 3°Monteregio Trail sulle colline novaresi
Dovevano essere 47 km, ma il maltempo ha costretto gli organizzatori a modificare in extremis il percorso (la mattina stessa, dopo una burrasca biblica), eliminando alcuni tratti molto scivolosi e soprattutto alcuni guadi che sarebbero diventati pericolosi. Grazie dunque a loro, che non hanno rinunciato alla manifestazione e contenendo i danni. L’ordine d’arrivo ufficiale esposto presso l’arrivo dava 45 km, quota che in ogni caso non credo sia stata raggiunta (anche a tener conto dei segnali perduti dai Gps, tra boschi, alture e nuvole). Di guadi rimasti (nel senso di torrenti da attraversare, escludendo dunque i laghetti e pozzanghere che erano qualche migliaio, ivi compreso un tratto di sentiero in discesa, verso il km 35, diventato lui stesso un torrente) ne ricordo sei o sette, e se nei primi ci si bagnavano solo i piedi, negli ultimi tre l’attraversamento ha significato affondare fino al ginocchio, senza vedere il fondo ma solo una corrente abbastanza impetuosa. Per fortuna c’erano addetti sulle rive che ci hanno rassicurato; ed è solo un aspetto della ottima gestione del percorso, segnatissimo, con cartelli, pezzi di fettuccia pendenti dagli alberi, moltissimi segni a terra, sbarrato da fettucce nei tratti dopo il km 30 che erano stati eliminati. A dire la verità, un solo punto è stato tale da far confondere molti di noi, verso il km 13, quando in effetti siamo confluiti sulla stradina ‘giusta’ da due direzioni diverse: chi aveva fatto il secondo ristoro, chi l’aveva saltato, ma la differenza dovrebbe essere di poche centinaia di metri; e comunque, quasi a risarcire chi involontariamente si era perso il ristoro, dopo un paio di km ce n’era un altro, un tavolo non presenziato ma provvisto comunque di quanto necessario.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 22 aprile 2013 )
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Poca gente, troppi mercenari e patatine fritte |
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Scritto da Fabio Marri
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mercoledì 03 aprile 2013 |
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Aquileia-Cividale, 1°-4-2013 – 1^ Unesco Cities Marathon Poca gente, troppi mercenari e patatine fritte.
Che il campionato italiano di maratona assoluti e amatori 2013 riesca a mettere insieme alla fine solo 264 classificati sarà forse motivo di riflessione per la Fidal nazionale e regionale del Friuli; già era strano che una corsa alla prima edizione, che dunque secondo il regolamento nazionale avrebbe dovuto ottenere al massimo la qualifica di ‘regionale’, con divieto di partecipazione (ad esempio) per gli stranieri; e per di più ‘irregolare’ secondo le norme internazionali (perché disputata in linea con una distanza tra partenza e arrivo superiore a 14 km), avesse addirittura il marchio di campionato italiano, doppio in quanto sia per assoluti sia per amatori. Vabbè, dicono che nessun gestore avesse richiesto tale costoso onore; sta di fatto che alla vigilia mi era stato pronosticato, da un altro organizzatore di maratone, che probabilmente sarebbe stata un’edizione unica; e la cosa mi è stata ribadita da un eccellente atleta friulano, e vecchio amico, incontrato nelle gabbie di partenza. Miserello il campo dei partenti: oltre a noi maratoneti ‘interi’, solo 117 staffette, e 85 singoli sul tracciato di 15,5 km da Aquileia a Palmanova. Mi spiace per Elio De Anna, grande campione di rugby e ora assessore allo sport della regione, che ha messo il cappello su questa iniziativa: che poi 89 incalliti “supermaratoneti”, anziché disputare il campionato italiano, nello stesso giorno siano sciamati nel paesone più brutto d’Italia a correre una maratona e una 8 ore su una pista ciclabile di 560 metri, fa parte della umana degenerazione (c’è chi in 8 ore ha fatto la bellezza di 27 km), ma non sposta di molto le cifre. A non tradirci, perlomeno, è stato il sole, malgrado le iettature dei meteo-astrologi le cui previsioni sono attendibili come quelle di Scalfari su “Repubblica”: se il pomeriggio di Pasqua era stato così così, la mattina di lunedì è andata in progressione di miglioramento, e alla fine ci siamo persino abbronzati.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 aprile 2013 )
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Verona, 17 marzo 2013. 596° Palio del Drappo Verde |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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sabato 23 marzo 2013 |
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Cieli grigi e freddo ancora invernale hanno fatto da sfondo alla 596° edizione del Palio del Drappo Verde svoltasi domenica scorsa a Verona. Incuriosito dalla presentazione del Palio, avvenuta qualche settimana fa a Quinto di Valpantena, alle porte della città, e dal bel video promozionale confezionato da Franco Lanfredi, ho voluto cimentarmi anch’io per la prima volta in questa corsa antica citata da padre Dante, le cui origini risalgono, pare, al XIII secolo. La corsa, organizzata dal gruppo Mombocar, si svolgeva in contemporanea con la “sgambada de San Giuseppe”, la storica non competitiva di cui conservo ancora la medaglia della prima edizione, disputatasi nell’ormai lontanissimo 1973. Partenza e arrivo sono fissati presso l’Arsenale, il vecchio complesso militare austro-ungarico che sorge appena al di là dell’Adige, alle spalle di Castelvecchio. L’organizzazione mi sembra efficiente e non ho difficoltà a ritirare la busta con pettorale e chip e a depositare la mia borsa negli spazi riservati allo scopo. Molti i mantovani presenti, che sembrano essere migrati in massa, per l’occasione, dalle rive del Mincio a quelle dell’Adige. Noto però una certa confusione nei pressi del ponte scaligero, con un viavai ininterrotto di podisti (molti sono quelli che stanno terminando la non competitiva) e con la presenza di alcuni vigili urbani che mi sembrano un po’ indecisi sul da farsi.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 23 marzo 2013 )
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Spending review anche quassù |
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Scritto da Fabio Marri
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martedì 05 marzo 2013 |
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3-3-2013, Treviso, 10^ Trevisomarathon
“È come una brutta cicatrice sulla faccia di una donna bellissima”: così si concludeva il mio resoconto sulla prima maratona di Treviso (14 marzo 2004), allora con partenza unica da Vittorio Veneto; allestimento eccellente, salvo quanto era successo dal traguardo in poi (imbottigliamento, code insopportabili ai ristori e per la restituzione borse). Tutto il resto era un elogio, dalla quota di iscrizione bassa, addirittura con rimborso finale, alla chiusura al traffico della strada, dal fascino del passaggio sul Piave, alla puntualità dei controlli chip e dell’invio a ciascun podista dei suoi tempi e piazzamenti, alle docce ecc. Ma come capita qualche volta, all’organizzazione abituata ai soliti addetti stampa prezzolati per i quali va sempre tutto bene, le poche critiche non piacquero, e arrrivarono precisazioni risentite. Non mi arresi, e quando l’anno dopo la maratona di Treviso adottò tutte le modifiche che avevo suggerito, i giudizi dei partecipanti (io non c’ero tornato) furono positivi al massimo, tanto che il sito che allora dirigevo si meritò i complimenti dell’organizzatore in capo dell’epoca, nientemeno che il futuro ministro Luca Zaia:
“Stavo navigando in Internet quando, per caso, ho visitato il vostro sito. E non potete immaginare quanto mi sia sentito fiero, soddisfatto, di ciò che abbiamo realizzato a Treviso. La seconda edizione della Treviso Marathon, un evento al quale tengo particolarmente e che ho promosso con tutte le mie forze, è stata davvero una bellissima corsa. Per qualche chilometro l'ho vissuta insieme a voi (poi sono dovuto correre a fare le premiazioni…) e mi sono emozionato. E come molti di voi hanno sottolineato, la gente è stata protagonista sulle strade incitando e supportando i maratoneti in corsa. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che si sono espressi in modo positivo, riempiendoci di complimenti, ma anche coloro che ci aiutano a migliorare con suggerimenti e critiche costruttive. È grazie ad atleti come voi se la nostra Treviso Marathon crescerà di anno in anno, e così anche il numero di persone sulle strade, che vi accoglierà come solo i trevigiani sanno fare. Senza dimenticare l'impegno dei 2.000 volontari, indispensabili e insostituibili. Grazie a tutti”.
Luca Zaia - Presidente della Provincia di Treviso
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Ultimo aggiornamento ( martedì 05 marzo 2013 )
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596° PALIO del DRAPPO VERDE di Verona (promo) |
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Scritto da Stefano Scevaroli
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sabato 23 febbraio 2013 |
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"596^ edizione del PALIO DEL DRAPPO VERDE DI VERONA" “40^ SGAMBADA DE SAN GIUSEPPE” Com. stampa n. 1 del 23 febbraio 2013
Sabato 23 Febbraio alle ore 10.00 si è tenuta la conferenza di presentazione della 596^ edizione della corsa podistica “il Palio del Drappo Verde di Verona”, la corsa podistica più longeva e più vecchia del mondo, ripristinata dal gruppo GSD Mombocar nel 2008. Nel 2017 verranno accese le seicento candeline e gli organizzatori stanno già pensando ai particolari per celebrare in gran stile questo evento.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 23 febbraio 2013 )
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