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"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

Sport oppio dei popoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Boskizzi aka Max Boschini   
luned́ 09 luglio 2007

Da almeno dieci anni vado sostenendo l'inutilità e gli effetti sostanzialmente nocivi dello sport. Lo scrivo qui, convinto di poter ancora recuperare qualcuno tra voi, discepoli della corsa senza fine e della dieta al confino. Il termine sport deriva dal latino deportare; se uniamo questo al confino in cui vi siete spinti con la dieta, capirete perchè lo sport è un vero e proprio lager. Nessuna religione si è mai occupata di sport, nella Bibbia non ne troviamo traccia, forse perchè l'attività fisica va considerata come una vera e propria attività luciferina: storme di infedeli abbandonano il proprio Dio per abbracciare nuovi idoli pagani, siano essi Dean Karzanes o Luca Speciani, con i loro libri che la "Santa" Inquisizione avrebbe di certo fatto bruciare. Negli anni settanta Michael Novak divulgò la propria teoria secondo la quale con l'avvento della televisione in America, lo sport era diventato un fenomeno equiparabile ad una religione. Novak si spinge oltre al semplice simbolismo, dice che gli sport "soddisfano i bisogni religiosi" della popolazione, bisogni che le chiese altrimenti non sanno soddisfare e che talvolta neanche intuiscono: "Dico che gli sport trasformano un profondo impulso naturale, che è radicalmente religioso, in un’azione diretta verso l’esterno: un impulso di libertà, di rispetto dei limiti del rito, il gusto del significato simbolico e un’aspirazione alla perfezione...

Lo sport assolve quindi ad una funzione religiosa, appaga un bisogno umano profondo ponendo l'uomo in contatto con certi aspetti della vita appena vagamente percepiti. Lo sport ha le proprie liturgie, i propri testi sacri, i propri martiri, i propri santi. Secondo Novak il rapporto tra il tifoso fanatico e l’atleta è lo stesso che si instaura tra il fedele ed il sacerdote: "Gli atleti non sono soltanto attori dello spettacolo. Il loro è un ruolo di gran lunga più importante, un ruolo che la gente identifica molto di più con la sacerdotalità. Essere campioni significa vivere nel ristretto circolo degli dei, degli eletti che liturgicamente esprimono le ansietà dell’umanità e sono sacrificati come vittime rituali". All'ora stabilita, al suono delle campane, i fedeli si riuniscono; all'ora stabilita, al suono del fischietto, i tifosi si riuniscono. Che il rito cominci. Da almeno dieci anni vado sostenendo l'inutilità della religione. Il cerchio si stringe e torniamo al punto di partenza: mi dichiaro ateo. Nella sua accezione, il termine ateismo, definisce la posizione sia di chi non crede nell'esistenza di una - o più - divinità. Per tanto, non credo in Dean Karzanes e Luca Speciani, non credo in Orlando Pizzolato e Stefano Baldini, non credo alla dieta a zona e alla dieta dissociata, non credo nel sudore e nella fatica. Rivendico il diritto all'ozio, come forma di emancipazione dallo sport. Secondo Marx, la religione è la coscienza di sè e il sentimento di sè dell’uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. Ecco perchè eliminare lo sport in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. E' giunto il momento di riportare all'ordine questi venditori di fumo: per taluni lo sport costituisce la vita quotidiana, e per numerosi individui non esiste più nulla al di fuori di esso, se non il vuoto abissale del gergo, anch'esso televisivo, della inautenticità. Rivendico il diritto all'ozio, il diritto a poltrire sul divano senza muovere un muscolo, rivendico il diritto ad affogarmi di carboidrati e grassi; non ho bisogno di faticare per sentirmi autentico, mi basta toccare con mano la mia pancetta ed osservare senza disprezzo il ventre flaccido che mi contraddistingue. Buona fatica a tutti voi...

Pubblicato in origine su Boskizzi Blog 

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Ultimo aggiornamento ( luned́ 09 luglio 2007 )
 
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