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Scritto da Luca Bedendo
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marted́ 07 aprile 2009 |
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L’entusiasmo è naturale per questa domenica mattina di aprile un po’ fredda e uggiosa, per questo sport parodia di vita quotidiana, per questa mezza maratona di Villafranca di Verona del Tamburino Sardo e per questo pettorale n°350. Mi piace il numero:è bello pieno!! Trecentocinquanta!!
Come al solito si respira aria pulita.
Più di 500 persone alla partenza, allegre e pronte all’ennesima prova di spirito e di coraggio. Perché è proprio così:sereni e coraggiosi alla partenza, malgrado dal primo all’ultimo di ognuno di noi non conosce cosa gli riserverà questo percorso.Eppure siamo qui a sfidare la collina del Tamburino, luogo di racconti di guerre e di eroi veri! Si parte, i primi km sfilano via veloci, fino al 5° li corro sotto i 4’10’’. Taglio i 10 km in 42’30’’. Dal 12° al 13° Km si sfida rispettosamente la collina del Tamburino Sardo e il mio polso mi segna 4’55 e 5’12’’.Da manuale cerco di assecondare il continuo sali e scendi e arrivo al 15° in 1’07’33.
Nel frattempo le nubi se ne vanno e fanno uscire un pallido sole che scalda l’aria umida ed io inizio a pagare dazio. Dal 18° km il gruppetto con il quale ho corso fin lì allunga ed io non reggo il ritmo. Li lascio andare. Dignitosamente. La strada è ancora lunga e la sfida è solo con se stessi, mi ripeto.
Gli ultimi 3 km sono infiniti ma non mollo niente e riesco a tenere il ritmo a 13,3 km/h: chiudo in 1’35’ precisiprecisi!!Lì chiudo per me stesso, per la mia costanza e caparbietà!
Li chiudo per mio figlio Cesare per mia moglie Giulia e per la mia mami, Frau Gertrud, che mi aspettano lì al traguardo di questi 21,097 km fatti di sacrificio e passione. Li chiudo per questo sport:parodia di vita!
Li chiudo, con rispetto, per le gesta del Tamburino Sardo.
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Ultimo aggiornamento ( marted́ 07 aprile 2009 )
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