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Maratona del lago di Garda PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Bedendo   
lunedì 05 ottobre 2009

Maratona del lago di Garda: Simone, il Pace dei 3’30’’ (Bolt), Paola, Franco e Marcello (il milanista) ed una stella lassù nel cielo.

Solita vigilia nervosa. Ho il raffreddore.
Questa volta mi isolo dalla family e arrivo a Malcesine la sera prima.
Simpatica sistemazione, cena tranquilla ma solitaria,un paio di telefonate in cerca di ultimi consigli e di  raccomandazioni che suonano sempre più o meno così “l’importante è esserci,divertiti,fammi sapere…”
Due passi  per Malcesine per respirare un po’ di aria fresca prima di cercare di riposare.
Ma dormo poco e male.

Ore 5,00: sono già sveglio. Doccia, barba e sono pronto per la colazione che consumo come da manuale.Thè caldo crostata alla frutta, pane  e marmellata ed una fetta di prosciutto cotto.
Fanno colazione, altri come me, silenziosi, tesi, concentrati e pronti ad esplodere da lì a qualche ora!
Alle 6,40 ho appuntamento “all’incrocio della funivia” con Simone, che arriva da Settimo di Pescantina, parcheggia e scambiamo entrambi le prime parole: “allora pronto?” – “Insomma!”..eterno dilemma del podista “proletario” che è certo che le tabelle di allenamento servono ma che qualche volta….servono a poco!!
Alle 7,10 ci imbarchiamo sulla nave che ci traghetterà a Limone.
Simone diversamente dal sottoscritto riesce ad essere più tranquillo o almeno è quello che mi trasmette. Sistemiamo le sacche nei carrelli che torneranno a Malcesine, finiamo di nutrirci e in qualche modo ci rilassiamo, seduti sul cordolo del rondò con il sole in faccia  e l’aria fresca di una splendida giornata settembrina.
La tensione scivola via, proporzionale all’avvicinarsi delle 9,30, orario di partenza.
Rischio di essere banale ma questa “cosa” , della corse a piedi, degli sforzi e dei sacrifici che si fanno per mesi, è quanto di più forte, quanto di più emozionante, quanto di più energetico e vitale, che io abbia mai provato.
E la sensazione che si prova è sempre allegra e solare, nonostante le paure di non farcela, i “malori” dell’ultima ora che preoccupano, le perplessità sul proprio stato di forma.
Per la cronaca Simone, poco prima della partenza l’ho perdo di vista….dileguato nel nulla!L’ho ritroverò all’arrivo, dopo circa  4 ore!!
Mi ritrovo ammassato dietro ad un arco di plastica gonfiabile e subito dopo sono già al primo km  in un tempo che nemmeno in una 5k terrei.
Avevo deciso di seguire i pace dei 3’30’’ che tutto sommato rimaneva  il mio obbiettivo più reale, quello che sentivo nelle gambe e nella testa.
Ma anziché viaggiare ai 5’/km i Pacer sciolinano via km a 4’30’’ e così poco dopo li mando letteralmente a remare e resetto il mio andare a 4’50’’. Già meglio, soprattutto a livello di testa.
In 48’00’’ giungo insieme ad un gruppetto di vicentini e per lo più milanisti (ahi me!!) al primo traguardo dei 10.000 mt. Sto bene, bevo ad ogni ristoro, ingoio il primo gel di carbroidrati ed inizio la strada verso Arco scambiando le prime chiacchere con Paola. Runner di Padova MF45 che in carriera è alla 20° maratona.Con lei percorrerò quasi tutto il tragitto che mi separa dall’arrivo.
Verso Arco ci aggancia Franco di Riva del Garda.Un signore sulla 50-ina che dopo 30 anni ha ripreso a correre da qualche mese.Dice che non ha idea di come finirà e che per ora va tutto bene. Io e Paola lo capiamo che sta bene altrimenti non continuerebbe a raccontarci un sacco di cose….. blablablablablabla………purtroppo dopo un po’ mi infastidisce e così decido di accelerare entrando solitario nel rettilineo di Arco (quello in cui in genere si parte per la mezza).
Bello questo tratto di centro storico: la gente ci incita seduta tranquilla ai tavolini dei bar, con i bambini che tagliano il percorso, i cani al guinzaglio,gli  anziani con il giornale; scene tipiche della domenica mattina, per un attimo invidio quell’atmosfera di relax ma non è il caso di rilassarsi considerati i km ancora da percorrere!!
Mi fermo più del solito al ristoro e così da lì a poco  Paola mi recupera. Tagliano la mezza in1’42’’, qualche minuto più lenta del previsto ma sto bene e quindi non mi preoccupo anche perche corro  sereno e con la testa ci sono!
Quello che percorriamo dal 22° al 28° è il più classico dei percorsi ciclabili:immerso nel verde, affiancato dal fiume, i parchi giochi  sull’altro fianco, pianeggiante, apparentemente facile.
Dopo qualche km il famoso pacer dei 3’30’’ boccheggia davanti a noi lamentando mal di schiena, qualche metro dopo i palloncini rossi con su scritto il tempo di arrivo sono legati ad un albero:decoroso ritiro di un maratoneta che si credeva Bolt !! Grazie lo stesso amico mio.
Il ns passo è costante, pulito e così serenamente arriviamo a Torbole accolti di nuovo da una bella folla che applaude soprattutto Paola.Le donne, per solidarietà si fanno sentire ed incitano Paola a non mollare. Ovviamente tutto questo entusiasmo mi dà carica e in un attimo siamo già oltre il piccolo paese.
Giungiamo al 30° km in 2’28’’ .Fin lì quindi tutto bene, la proiezione è presto fatta ci rimangono 12 km da percorrere in circa 1 ora al 5’/km.
Ma purtroppo la mia previsione và a farsi benedire quando al 32° inizio ad avvertire una fitta di dolore all’altezza dell’anca destra. Sono costretto a rallentare ed in qualche frangente addirittura a camminare. Questo tratto di maratona è molto tecnico:curve e sali scendi continui non facilitano una traiettoria lineare ma sempre condizionata dai continui cambi di direzione e pendenza.
Paola che in precedenza avevo staccato di circa 500 mt mi raggiunge ed insieme per l’ultima volta percorriamo qualche km. Al 38°km lei ne ha e le dico di andare….Grazie Paola!!
Mi passa a fianco il pacer dei 3’40’’ e decido di corrergli a fianco, reggo il ritmo per un km abbondante poi desisto, il male all’anca mi blocca, ma sono al 40°km e proprio non mi và di mollare.
Al 41°-mo reincontro Marcello, uno di quei vicentini milanisti….ha un crampo. Lo saluto e lo incito a sfruttare la discesa, dopo questa è finita amico mio….io riprendo a correre e non sento più dolore a 300 mt dall’arrivo ci sono mia moglie,mio figlio e mia mamma…cosa volere di più dalla vita, mi commuovo…è bellissimo tutto questo!
Finisco in 3’42’37’’ comunque soddisfatto perché se non fosse stato per quel dolore all’anca l’avrei chiusa meglio. Sono arrivato dolorante e stanco ma lucido. Questo mi conforta, perché significa che mi sono allenato e alimentato correttamente.
Non so se Franco sia arrivato e chissà in che stato, ma Simone taglierà il traguardo in 4’22’…soddisfatto anche lui per l’impresa compiuta!!
Ringrazio Lanfree, Franz (sportler), Simone e Alberto (km sport) per i consigli e per aver condiviso con me questi lunghi mesi di preparazione. Ringrazio Federico per le sue cure sempre adeguate.
...è la stella lassù nel cielo? Per ora è un mistero ma sono sicuro che prima o poi brillerà immensamente…..
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