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“Solicello di febbraio, che sorridi lieve lieve”, recita una filastrocca appresa secoli addietro alle elementari e riemersa dai ricordi, ieri mattina, nella nebbiolina fredda e umida di Mantova, dov’è andata di scena la prima del criterium amatori Fidal. In effetti, ce n’è voluta prima di riuscire a riscaldare le stanche membra e di correre con un minimo di scioltezza sui lunghi rettilinei erbosi fiancheggiati dagli spogli pioppi cipressini di Bosco Virgiliano. La partenza della categoria master 45-50-55 primavere è fissata alle ore dieci: ci resta poco meno di mezz’ora per ritirare il pettorale dal responsabile del nostro gruppo, l’efficientissimo Maurizio Fontana, salutare tutti gli amici presenti, provvedere alla vestizione e schierarsi sulla linea di partenza. A un minuto dal via, colto da una sorta di presentimento, prendo la decisione improvvisa di correre con le chiodate, memore della buona performance ottenuta con queste scarpe (presa aggressiva ma protezione minima o nulla) a Villa Lagarina, lo scorso gennaio.
Partenza a spron battuto con Gianni Truschi disceso da Marte che prende rapidamente il largo, tallonato da un pimpante Marco Artioli (MM45). Più indietro, un po’ staccati, tutti gli altri. Al termine del primo giro, quando le posizioni cominciano a definirsi, riesco ad agganciare la coppia formata da Gurmind Singh e dall’ultramaratoneta Emiliano Piola. Resto affiancato a quest’ultimo sino all’inizio del terzo giro, quando Emiliano accelera improvvisamente e mi distanzia di una ventina di metri scarsi. Cerco di recuperare nei tratti all’interno del boschetto dove il percorso si fa più sinuoso e tecnico ma, nonostante gli sforzi inauditi e un finale in crescendo, non riuscirò più a colmare lo svantaggio fino in dirittura di arrivo. Al termine Emiliano mi precederà di circa quattro secondi. Una bella battaglia dal sapore antico e, per me, la consolazione di aver migliorato di circa 17 secondi rispetto al tempo dell’anno scorso. Quest’anno, però, sarà davvero dura, visto il livello della concorrenza che si preannuncia assai elevato. Difficilmente riuscirò ad aggiudicarmi il Timex messo in palio per i vincitori delle varie categorie. Per me sarebbe già un successo mantenere la terza piazza di categoria e un successo ancora più grande sarebbe avere sempre la condizione, l’entusiasmo, la voglia e le possibilità per correre, indipendentemente da classifiche, tempi e risultati. Stavolta sono riuscito a coinvolgere nell’operazione “campestre mantovana” anche il fratello Carlo, che si è ben comportato. Più arduo sarà, per entrambi, ottenere un buon risultato alla prossima maratona di Verona. Prima di ripartire verso le colline dell’Alto Mincio c’è ancora il tempo per assistere all’ultima batteria, quella degli atleti meno stagionati, dove Alberto Cestrone prevarrà, per pochi secondi, sul secondo arrivato col tempo di 21’ netti. Complimenti agli organizzatori sia per aver suddiviso i concorrenti in varie batterie (decisione a mio avviso opportuna) che per aver diffuso le classifiche già il giorno dopo la gara, con encomiabile tempismo. Per tutti, dopo l’intermezzo di Cesole (21 marzo), ci sarà comunque una possibilità di rivincita il 28 marzo, in occasione della seconda campestre della stagione in programma di nuovo a Mantova, sui prati del campo canoa.
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