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Pagina 1 di 7 Luca Speciani, Classe 1962, è figlio di un pioniere della medicina psicosomatica in Italia. Agonista di buon livello, ottiene buoni risultati negli anni 80 su 3000 siepi, 5000 e 10000. 
Negli anni successivi continua a correre da amatore ma su buoni livelli: a quarant'anni è ancora in grado di portare a termine la maratona in poco più di 2:30' e la mezza in 1:10. Conseguita la laurea in scienze agrarie con una tesi sperimentale sull'omeopatia, si occupa di medicina alternativa, alimentazione naturale, agricoltura biologica. Dopo la creazione di un'azienda agricola a indirizzo naturale, l'incontro con lo zen lo porta a scrivere nel 2001 "Lo zen e l'arte della corsa" in cui propone un rapporto nuovo tra mente e corpo nella prestazione sportiva. Da questa esperienza nasce con Pietro Trabucchi il progetto Mind Body Work, che lo porta a impegnarsi nell'attività pratica di internet coach con molti atleti, coi quali sperimenta nuovi mezzi di allenamento, e a spostare il suo interesse sulle connessioni tra mente e corpo in campo alimentare sportivo. Tra un impegno e l'altro - convegni e collaborazioni con la rivista Correre, oltre al lavoro in azienda - non perde l'abitudine, che non sembra aver intenzione di mettere in discussione, di infilare una bella gara.
Franco Lanfredi scrive (9.29): Si tratterà di un'intervista sotto il profilo amichevole, meno tecnica + umana, una chiacchierata naif! LUCA SPECIANI scrive (9.56): Sì, sì, ok LUCA SPECIANI scrive (9.56): Parti pure Franco Lanfredi scrive (9.56): Ti ringraziamo per la grande disponibilità dimostrata a “Nati per correre”, questo dimostra quanto sia importante scendere in pista anche vs gli amatori che con tanta passione seguono lo sport della corsa dove il risultato non conta o quasi. Franco Lanfredi scrive (9.57): 1) Luca Speciani, atleta o scrittore? Qual è il dosaggio? LUCA SPECIANI scrive (9.57): La corsa è il fil-rouge, il comune denominatore unico che - a posteriori - riesco a trovare in mezzo a tutte le mille cose che oggi faccio (non solo lo scrivere) Franco Lanfredi scrive (9.58): in percentuale? LUCA SPECIANI scrive (9.58): Scrivo perché ho corso LUCA SPECIANI scrive (9.58): Corro anche perché ho scritto e lo scrivere me ne ha tenuto alta la voglia LUCA SPECIANI scrive (9.59): Hai idea di cosa significhi il contributo di base e altezza all'area di un rettangolo? LUCA SPECIANI scrive (9.59): Senza uno non c'è l'altro, e viceversa. Franco Lanfredi scrive (10.00): 2) Visto che hai corso, ci interessa sapere come ti sei avvicinato, quando hai iniziato? LUCA SPECIANI scrive (10.01): Intanto devo dirti che il movimento ha sempre fatto parte della mia infanzia. Avendo sei tra fratelli e sorelle più grandi, ed essendo in epoca pre-computer, era più facile che avessi le ginocchia sbucciate piuttosto che gli occhi stanchi... LUCA SPECIANI scrive (10.02): A Milano nella stagione bella andavo spessissimo ai giardinetti a giocare a pallone (cioè 4-6 ore di gioco continuo tra fontanella, rigori ecc.), mentre d'estate, grazie alla casa di famiglia in Liguria, ero perennemente in acqua o a giocare tra gli scogli. LUCA SPECIANI scrive (10.03): Poi verso i 10 anni i miei genitori mi hanno iscritto ad un centro sportivo assolutamente "general" gestito da Gesuiti, il Centro Schuster di Milano (allora in estrema periferia, verso Segrate), e lì ho incominciato a giocare a calcio, pallavolo, pallacanestro, corsa. LUCA SPECIANI scrive (10.04): La corsa era lo sport per me più noioso. Avrei giocato a calcio tutto il giorno, collezionavo le figurine, impazzivo per Facchetti e Lido Vieri... LUCA SPECIANI scrive (10.07): Ma un anno - credo 11-12 - quando dall'avviamento sportivo selezionarono i vari sport, ed io mi trovai fuori dal calcio perchè eravamo in troppi, come seconda scelta decisi per l'atletica, perché mio fratello Attilio (oggi medico e socio nell'avventura dietaGIFT e in molte altre cose) integrava gli studi facendo il tecnico per i ragazzini. Così successe la cosa strana che mi trovai a pagare ... LUCA SPECIANI scrive (10.07): ... il centro sportivo, per essere allenato da mio fratello! LUCA SPECIANI scrive (10.09): Comunque la cosa un po' per volta incominciò ad appassionarmi, feci le prime gare e garette, senza mai eccellere in modo particolare, finché un giorno (credo 13-14 Attilio mi portò all'Atletica Riccardi per essere tesserato "sul serio". Da lì incominciai tutta la trafila agonistica normale. Dapprima allenandomi all'Arena con l'anziano professor La Rosa, un siciliano "old style" che mi fece correre LUCA SPECIANI scrive (10.10): ..per un anno circa, e poi con Salvatore Casarano, che mi seguì fino ai 18-20 anni, facendomi ottenere con gradualità la maggior parte dei buoni risultati agonistici che oggi posso vantare. LUCA SPECIANI scrive (10.11): Bisogna pensare che allora la corsa era molto diversa da oggi LUCA SPECIANI scrive (10.11): La maratona non esisteva quasi (erano pochi i pazzi che la facevano) LUCA SPECIANI scrive (10.12): E fare atletica voleva dire andare in una pista e guardare i "campioni" che facevano velocità, ostacoli, lungo ecc. LUCA SPECIANI scrive (10.12): Noi del mezzofondo eravamo le "seghe". Quelli che non erano dotati da madre natura per fare le cose "vere"... LUCA SPECIANI scrive (10.13): Però col senno di poi posso dirti che la corsa è stata per me veramente maestra, fonte di crescita,.. LUCA SPECIANI scrive (10.14): Ho imparato che si poteva ottenere tutto, purché lo si volesse, e purché si fosse disponibili a metterci il massimo impegno. LUCA SPECIANI scrive (10.14): Altro che partite di calcio in cui se vinci è merito tuo e se perdi colpa degli altri, o dell'arbitro o.... LUCA SPECIANI scrive (10.16): Quando sono partito militare nella squadra dell'Aeronautica per il "servizio sportivo" incominciai ad allenarmi da solo, sulla base di quello che avevo imparato e... in un anno abbassai tutti i miei primati personali dagli 800 fino alla maratona. (fu un esordio), ma soprattutto avevo acquistato un'autonomia e una maturità sportiva invidiabili (quella umana, ahimé, aveva ancora da venire )))
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