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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.

"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

Nati Per Correre intervista Luca Speciani PDF Stampa E-mail
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Scritto da Franco Lanfredi   
sabato 27 gennaio 2007
Indice articolo
Nati Per Correre intervista Luca Speciani
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Franco Lanfredi scrive (10.17):
Visto che hai parlato di Attilio, in quale misura ha condizionato la tua vita?
LUCA SPECIANI scrive (10.20):
Come fratellone più grande (7 anni di differenza) mi ha insegnato un'infinità di cose nella condivisione della nostra stanza fino a che ha incominciato a sparire per le sue avventure scientifico-sentimentali. Quando ero in prima liceo stavo per essere bocciato a causa di una situazione problematica dal punto di vista politico (erano anni di barricate), e lui mi insegnò a non darmi mai per vinto...
LUCA SPECIANI scrive (10.20):
Mi fece alzare per un mese alle sei di mattina per recuperare le materie più difficili, mentre molti miei compagni si lasciavano andare..
LUCA SPECIANI scrive (10.21):
Per me passare a Giugno quell’ anno è stata una delle prime "vittorie della volontà" tra quelle che più avanti mi hanno accompagnato.
LUCA SPECIANI scrive (10.23):
Quando si è sposato, con una donna che non mi piaceva molto, ci siamo un po' allontanati. Ma poi negli anni le cose profonde condivise in gioventù ci hanno fatto ritrovare più di una volta, fino a incominciare a lavorare insieme qualche anno fa in modo bello, con fiducia, creatività e.. la sicurezza di una base comune alle spalle che non puoi trovare con nessuno.
Franco Lanfredi scrive (10.23):
3) Guardando la longevità di alcuni atleti ai massimi livelli ( Tergat, Gebrselassie etc...) si nota come la maratona rappresenti la distanza nella quale arrivano gli atleti nella seconda età sportiva cioè tardi e dopo comunque l'aver gareggiato su pista, per quale motivo e non viceversa?
LUCA SPECIANI scrive (10.25):
Beh, oggi anche viceversa... Comunque in passato non c'era la scelta. Chi faceva corsa faceva pista. Punto. La maratona era un po' come l'ultra adesso, considerata una cosa "da mattacchioni" e dunque la si faceva solo quando uno "non andava più" in pista, oppure aveva perso stimoli agonistici, quindi più frequentemente a 30-35 anni piuttosto che non a 20.
LUCA SPECIANI scrive (10.26):
Però allora non esistevano piani di allenamento e soprattutto teorie di allenamento che fossero alternative alla pista. La maratona la si considerava un'evoluzione (appunto tardiva) della pista, e i mezzi d'allenamento erano gli stessi, prolungati. Nulla di più sbagliato, naturalmente.
LUCA SPECIANI scrive (10.28):
Il cambio c'è stato quando qualcuno ha cominciato a dire: "Guardate che i meccanismi energetici della maratona sono COMPLETAMENTE diversi rispetto a quelli di un 10.000, e quindi anche l'allenamento - pur con qualche concetto comune - deve essere completamente differenziato.”
LUCA SPECIANI scrive (10.29):
Perché avvenisse questo cambio di paradigma, che può quindi portare atleti giovani e dotati alla maratona anche a 20 anni, è stato necessario che diventassero patrimonio comune le conoscenze di fisiologia del movimento dei Margaria, dei Cerretelli, di divulgatori come Arcelli..
LUCA SPECIANI scrive (10.31):
Su queste basi, e non sui vari metodi strampalati o meno usati dai mezzofondisti, è nata la possibilità di un'impostazione scientifica per l'approccio alla maratona. Io quell'approccio l'ho sposato (anche in modo originale con il Mind Body Work nato dalla collaborazione con Pietro Trabucchi) e oggi con il recente libro sull'Ultramaratona ho dato alla materia un'impostazione scientifica che ...
LUCA SPECIANI scrive (10.32):
..permette di vedere qualsiasi distanza di gara (42, 100, 24ore) come distanza autonoma, dotata di metodi di allenamento differenziati. E' un passo logico non da poco...
LUCA SPECIANI scrive (10.33):
Tanto per dirti, una delle atlete che ho seguito, Monika Moling, correva la 24 ore (percorre più di 200 km, ed è arrivata tredicesima al mondo...) come un ACCORCIAMENTO delle sue distanze classiche che erano le marce per la pace, i pellegrinaggi ecc. che duravano 4-8-10 giorni!
LUCA SPECIANI scrive (10.34):
Ho provato a seguirla facendole svolgere lavori di qualità, ed è stato pressoché impossibile. Ho dovuto inventare delle modalità nuove e diverse che nulla avevano a che vedere con la preparazione dei maratoneti. Riesci a capire?
Franco Lanfredi scrive (10.36):
Si che ti capisco... ci sono delle sportive da estremo che fanno del limite allo sforzo fisico mentale uno stile di vita. Ma non vorrei andare su questo argomento...

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Ultimo aggiornamento ( domenica 28 gennaio 2007 )
 
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