Login

Entra
 
Home arrow Interviste arrow Uomini arrow Nati Per Correre intervista Roberto Albanesi

Benvenuti

Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.

"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

Nati Per Correre intervista Roberto Albanesi PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 66
ScarsoOttimo 
Scritto da Franco Lanfredi   
martedì 06 febbraio 2007
Indice articolo
Nati Per Correre intervista Roberto Albanesi
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Pagina 10

Roberto Albanesi
Roberto Albanesi, dopo la laurea nel 1978 in Ingegneria elettronica all'Università di Pavia, ha lavorato per tre anni al CISE, nella divisione di Informatica del noto centro di ricerca. Nel 1981 si è occupato di teoria dei numeri (dimostrazione probabilistica del teorema di Goldbach); dal 1983 al 2000 ha scritto (oltre 40 titoli) e curato testi riguardanti il settore del Personal computing per la casa editrice milanese Tecniche Nuove. Dal 1982 al 1993 è stato amministratore delegato della MASH Computer Systems, società leader nella commercializzazione di sistemi informatici a strutture education. Dal 1987 si occupa di Well-being, la scienza che abbinando una corretta visione della vita, una continua attività fisica e una sana alimentazione vuole portare chi la segue a un benessere duraturo. Nel 1995 ha conquistato il titolo di Maestro FSI (Federazione italiana scacchi) di scacchi. Ha curato la realizzazione di molte opere multimediali su CD-ROM (fra cui le enciclopedie Eureka! 2000 e Data Inside e l'opera giuridica I quattro codici). È l'autore di Correre per vivere meglio, Perché non essere felici?, Il manuale completo della maratona, L'allenamento mentale negli sport di resistenza, Il manuale completo degli integratori (con Luca Melli), L'infortunio nella corsa, Le analisi del sangue. Dal 2000 è il direttore del sito Internet www.albanesi.it, il sito per vivere meglio. Nell'ottobre 2000 ha pubblicato in rete Parolevive, la prima enciclopedia italiana (200.000 voci) ad accesso completamente gratuito e l'aggiornamento in tempo reale. Nel 2001 ha curato la realizzazione di CULTURA, la prima enciclopedia che si basa sulle informazioni presenti nella rete. Nel 2003, contemporaneamente all'uscita del testo Il manuale completo dell'alimentazione-La dieta italiana, ha inaugurato il sito www.dietaitaliana.it. Nel 2005 ha curato l'edizione di Good Food, il primo testo che recensisce i prodotti alimentari industriali e ha scritto Il metodo Albanesi, il primo "corso" di dimagrimento e di avviamento allo sport. Nel 2006 ha scritto Hard People - La felicità è possibile, il testo di riferimento del Well-being, la strategia esistenziale che si propone di migliorare la qualità della vita attraverso la comprensione del mondo. Scrive per diverse testate, Correre, Podismo e Atletica, Professione fitness.

Sempre con la tecnica dell'intervista in Real Time utilizzando Windows Live Messenger abbiamo chiacchierato con Roberto. Inoltre hanno arricchito con domande articolate altri runners: "Alerunner" (l'Avvocato di Milano) - pag.6-8 - Simone Grassi -pag.9 - ed Endorfine - pag.10.


Franco Lanfredi scrive (9.26):

1) Quali sono stati i tuoi primi passi verso la corsa e quando hai capito che potevi lasciar traccia per scrivere i tuoi concetti?

Roberto Albanesi scrive (9.29):

Io corro da sempre, da quando avevo dieci anni, dopo aver visto una trasmissione televisiva sull'atletica leggera. Ho scelto la corsa di resistenza perché è in linea con il mio carattere. Ho capito che potevo dire qualcosa di buono dopo essermi allenato con top runner nazionali e aver visto i metodi di allenamento usati. Gli stessi metodi usati sugli amatori davano risultati disastrosi.

Roberto Albanesi scrive (9.30):

C'erano due possibilità: o i metodi erano sbagliati o non andavano bene per gli amatori. In realtà entrambe le cose erano parzialmente vere. STOP

Franco Lanfredi scrive (9.31):

Visto che stai parlando a NatiPerCorrere un sito rivolto al mondo amatoriale ci puoi descrivere meglio questi due metodi?

Roberto Albanesi scrive (9.35):

Beh, i metodi utilizzati (erano diversi) avevano il difetto principale di non adattarsi alle caratteristiche dell'atleta. Si cercava di copiare questo o quel concetto, senza personalizzazione; era cioè insufficiente il tentativo di adattarsi al soggetto. Il professionsita faceva buon viso a cattiva sorte e "obbediva", a livello amatoriale si aveva un rigetto.

Roberto Albanesi scrive (9.36):

Anche il professionista però non arriva al massimo, tant'è che i top runner di cui parlavo sono rimasti "solo" a livello nazionale, nessuno ha mai sfondato veramente.

Franco Lanfredi scrive (9.37):

Scusa la retorica ma per sfondare cosa serve?

Roberto Albanesi scrive (9.39):

Per sfondare occorrono innanzitutto grandi doti naturali; la natura conta per l'70%. Poi conta la psicologia dell'atleta, diciamo un 20%; infine conta l'allenamento, ma solo per un 10%. Questo punto non è molto compreso dagli amatori, molti dei quali pensano che con il giusto allenamento si possa arrivare ovunque.

Roberto Albanesi scrive (9.41):

In realtà fra un cattivo allenatore e il migliore del mondo ci possono stare 10"/km; il che su una maratona fa "solo" 7 minuti. Ovvio che Baldini dato in mano a un cattivo allenatore non avrebbe vinto l'olimpiade, ma sarebbe comunque arrivato sulle 2h14' o sulle 2h15'. Questo per dire che un amatore poco dotato naturalmente, che vale3 h in maratona,

Roberto Albanesi scrive (9.43):

anche allenato da Gigliotti arriverebbe al massimo poco sopra le 2h50'. Per gli amatori il discorso è poi complicato dal fatto che molti di loro non hanno più un fisico molto atletico; il sovrappeso limita moltissimo le prestazioni anche di chi è dotato.

Franco Lanfredi scrive (9.44):

2) Roberto Albanesi, uno scrittore che parla di corsa, alimentazione e ricerca del vivere meglio come meta da raggiungere per essere felici. Qual'è il tuo concetto rispetto al dolore e alla felicità?

Roberto Albanesi scrive (9.47):

Per me la felciità è possibile per il semplice fatto che ci sono persone che sono felici (io penso di esserlo). Il fatto che siano una netta minoranza della popolazione non deve far dire "ah, no, essere infelici è impossibile". Sarebbe come dire che non è possibile correre la maratona sotto le 2h10' solo perché io non ci riesco!

Roberto Albanesi scrive (9.49):

Sul dolore il discorso è più complesso. Secondo me, troppe persone non sanno gestirlo: c'è chi ha una soglia di sofferenza molto bassa, chi metabolizza su di sé il dolore che proviene dall'esterno (li chiamo patosensibili) e chi lo fugge sistematicamente, dimenticando che, come nell'allenamento sportivo, le prove della vita ci possono fortificare.

Roberto Albanesi scrive (9.51):

Poi, parafrasando Ligabue, ognuno avrà, per quanto sia forte, un momento di dolore nella sua vita. In questo momento penso che conti soprattutto la dignità nell'affrontarlo con coraggio. Senza dignità e forza, gli effetti del dolore diventano devastanti.

Franco Lanfredi scrive (9.51):

3) www.albanesi.it è - Il sito dell' "Hard people". Perchè?

Roberto Albanesi scrive (9.55):

Perché dall'analisi della popolazione ho scoperto che un 3-4% è veramente felice, ha una vita pienamente appagante. Studiandone  i tratti si scopre che sono persone con un corpo  forte (da qui HARD), magro e una mente equilibrata. Per essere hard ci vogliono tutte e tre le componenti; è illusorio che ne basti una sola. Questo concetto non cesserò mai di ripeterlo

Roberto Albanesi scrive (9.57):

ai runner che "corrono e basta". A che serve correre velocissimi una maratona se poi la moglie ti tradisce, il figlio è drogato e hai un lavoro che fa schifo? Ovviamente l'esempio è un esempio limite, ma troppe persone usano lo sport solo come via di fuga da una vita tutto sommato insoddisfacente o "normale". Quindi corsa E alimentazione E psicologia.


» No Comments
There are no comments up to now.
» Post Comment
Only registered users can write a comment.
Please login or register.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 febbraio 2007 )
 
< Prec.   Pros. >