|
Pagina 6 di 10 "Alerunner" ti chiede: 1) Chi visita il tuo sito rimane colpito dalla ricchezza di contenuti e dalla vastità degli argomenti trattati. Non hai paura che tu venga considerato un tuttologo, la qual cosa per alcuni equivarrebbe a considerarti, passami il neologismo, un "nientologo"? Un ingegnere nel suo corso di studi approfondisce da esperto materie come la matematica, la fisica, la chimica. Così io ho approfondito una serie di materie collegate a una scienza che non esiste, ma che dovrebbe chiamarsi "scienza del benessere". Mi occupo da più di vent'anni di corsa, di alimentazione e di psicologia, disciplina questa che porta poi a discutere su molte situazioni della normale vita quotidiana. La differenza fra me e un tuttologo è quindi netta: io parlo solo di cose che conosco molto bene. Per esempio, nel campo dello sport parlo solo di corsa, nel mio sito Internet potrei trattare di ciclismo, di tennis o di nuoto, ma in realtà non essendo esperto di questi sport preferisco stare zitto. 2) Cosa rispondi a chi ti dice che sei poco attendibile quando parli di corsa dal momento che la tua storia sportiva è mediocre? La risposta è molto facile ed è data dalla stessa realtà. Consideriamo grandi campioni e grandi tecnici o teorici della corsa. I due insiemi sono fortemente scorrelati. In altri termini, Cova, Bordin, Panetta ecc. nessuno di loro è diventato un grande tecnico, mentre Gigliotti, Canova e altri, come allenatori, o Arcelli, il sottoscritto e altri, come teorici, si sono affermati pur essendo atleti mediocri. Sembra incredibile, ma molti runner si affidano ai consigli di chi va forte, non capendo che i campioni vanno forte perché il 95% del loro potenziale è dato da madre natura e non dalle loro scelte allenanti. Per diventare campioni occorre avere un enorme aiuto dalla natura, mentre per diventare buoni teorici della corsa occorre "capire la corsa", cosa che è comunque da pochi, come correre la maratona in meno di 2h20'. Il solo Pizzolato coniuga entrambe le situazioni. La teoria dell'allenamento è una scienza che nulla c'entra con i risultati ottenuti sul campo. Sarebbe come confondere il paziente di un ortopedico e il suo medico e concludere che il medico non può essere un bravo medico perché lui non è infortunato! 3) Lasciamo da parte i top runner stellari e ragioniamo solo sugli amatori, quelli per intenderci che corrono tra le 3h e le 3h45'. A quale amatore che ti racconta la sua maratona diresti: "complimenti hai fatto una bella gara"? A quello che corre la seconda metà della gara più veloce della prima, a prescindere dal tempo che ottiene.
» No Comments
There are no comments up to now.
» Post Comment
Only registered users can write a comment. Please login or register.
|