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Pagina 8 di 10 7) Come è possibile che su alcuni temi si possano avere, tra persone considerate come te dei "guru" della corsa e del mondo podistico, opinioni così diverse e discordanti? Alcuni tuoi colleghi demonizzano farina bianca, zucchero bianco tu, invece, non demonizzi nulla salvo porre perennemente l'accento sulle quantità e sull'equilibrio dei macronutrienti. Questo è uno dei tanti esempi che riguarda l'alimentazione (altri ce ne possono essere sull'allenamento) e forse nemmeno il più rilevante. Capisci però che l'impressione per il "podista medio" è che questi esperti dicano, nel peggiore dei casi, la prima cosa che frulla loro nel cervello e, nel migliore, che si tratti di convinzioni personali che come tali non sono mai verità ma semplici opinioni. Cosa pensi al riguardo? Nel mio sito nella sezione psicologica spiego un semplice mezzo logico (Si chiama Ma se...) che permette anche a chi non è esperto in una materia di cogliere aspetti assurdi delle tesi di un presunto esperto. Nel campo del benessere e dello sport molti cercano di fare breccia vendendo illusioni basate su concetti veramente strampalati, spesso troppo "caricati". Per esempio, nel caso degli zuccheri e delle farine bianche la demonizzazione è risibile. Usiamo il Ma se. Nello sport non si può barare, la prestazione dà l'efficienza del proprio corpo (ognuno con i suoi limiti genetici). Ma se lo zucchero e la farina raffinati facessero malissimo perché Baldini e le altre centinaia di top runner che li usano vanno fortissimo? Si sono mai visti tanti campioni di serie B diventare di serie A perché hanno smesso di usare lo zucchero? Insomma basta usare il cervello. Purtroppo a monte di queste idee poco concrete esiste spesso un errore di generalizzazione; il presunto esperto verifica che un certo fattore è positivo o negativo per X (dove X è lui o un gruppo ristretto di soggetti) e conclude semplicisticamente che il tale fattore è positivo o negativo per tutti. Un po' come se io dicessi "non mangiate le fragole" perché a me fanno male! Nell'allenamento è presente lo stesso errore: Baldini si allena con il metodo Z, è il metodo Z che lo ha fatto diventare un campione. Senza togliere meriti al presunto metodo Z, senza una profonda analisi non è possibile scoprirne la bontà fermandoci alla semplice correlazione fra metodo Z e prestazioni di Baldini. Magari Baldini con il metodo K andrebbe ancora più forte! Quindi al "podista medio" consiglio di usare lo spirito critico e di scoprire eventuali assurdità nelle tesi che gli vengono proposte. 8) C'è poesia nella corsa? Mi spiego meglio. Se non poesia, tra gli amatori c'è la tendenza a dare un importanza quasi spirituale al gesto atletico, all'allenamento, alla fatica. Mauro Covacich, scrittore e podista amatore, in un suo libro ha scritto che la maratona è la vera arte marziale. Altri corrono "Zen", forse qualcun altro taglia il traguardo intercettando le linee di positività del feng shui etc. Al di là delle battute, questa dimensione spirituale esiste? Sì, la dimensione spirituale esiste, come esiste in tutte le cose che si amano. La mia strategia di vita (Well-being) si basa proprio sugli oggetti d'amore che una persona coltiva. Senza dimensione spirituale non c'è amore. E' però importante che non ci sia dipendenza, come purtroppo rilevo in molti runner. Come dico sempre a chi è infortunato e magari non può correre per mesi, se un nostro oggetto d'amore ci è impedito, allora possiamo dirigere la nostra capacità d'amare verso altri oggetti. Se non ci riusciamo, vuol dire che il nostro amore era più simile a una droga. La corsa deve cioè insegnarci anche ad amare la vita e chi ama la vita trova facilmente attorno a sé spunti per amare cose nuove.
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