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"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."

Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble

Nati Per Correre intervista Roberto Albanesi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Franco Lanfredi   
martedì 06 febbraio 2007
Indice articolo
Nati Per Correre intervista Roberto Albanesi
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Simone Grassi www.simonegrassi.net chiede:

1- Parlando di allenamenti lunghissimi in preparazione di una maratona mi trovo a volte nel dubbio sulla loro gestione. Per esempio nel 2005 ho corso 5 maratone (penso 6 nel 2007) e nonostante voglia fare dei lunghissimi, non voglio appesantirmi troppo chiudendo ogni buco fra 2 maratone con un lunghissimo che a sua volta ha bisogno dei suoi tempi di recupero. Considerato che vorrei comunque avere dei periodi piu "brillanti" in cui fare allenamenti sulla qualità in velocità, è sensato spezzare i lunghissimi in doppie uscite giornaliere, per accorciare i tempi di recupero andando a spezzare la distanza critica giornaliera in due allenamenti (tipo matttina presto, pomeriggio tardi). Cosa ci dici a riguardo?

Chi ha provato sa che per esempio correre un lunghissimo di 36 km è molto più duro che correre 21 km al mattino e 21 km alla sera; provare per credere. Lo stimolo fisiologico non è proprio lo stesso; inoltre se durante il pranzo si reintegrano i carboidrati, nei 21 km della sera viene meno la corsa in parziale deplezione di glicogeno. Inoltre, a causa della ripartenza da freddo, si aumenta la probabilità di infortuni e in genere la doppia seduta è sconsigliabile per chi ha problemi ortopedici di varia natura.

2- Leggo su Runners World di Marzo (il numero che esce in Irlanda, non so se ha gli stessi articoli degli altri numeri) che la caffeina aumenta la capacità di utilizzare carboidrati e che questo dovrebbe migliorare le prestazioni di Endurance (poi ci sono delle percentuali che senza dettagli lasciano un po il tempo che trovano). Non viene però detto se questa migliore efficienza nell'utilizzo di carboidrati si trasforma o meno in un esaurimento precoce degli stessi, che ovviamente solitamente non è il massimo per un maratoneta. Cosa ci di ci a riguardo?

L'argomento caffeina è trattato in un articolo specifico del mio sito:
http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/01caffe31.htm. Sinteticamente, c'è qualcosa di vero, ma la percentuale di miglioramento prestativo è molto piccola, diminuisce se l'atleta è un soggetto abituale consumatore di caffè e le dosi richieste sono abbastanza elevate (4 mg per kg di peso corporeo).

3- Per il tema correre ascoltando musica! A parte l'attenzione a non rompersi i timpani con volumi troppo alti, e spegnerlo quando (purtroppo non spesso) si fanno percorsi naturisticamente parlando molto belli e che vale la pena anche di ascoltare, ci sono controindicazioni? Io corro praticamente sempre con la musica, copre il rumore delle auto mi isola da un mondo confusionario ed a volte mi da anche il ritmo.  Mi sono fatto però lo scrupolo che sia importante sentire il battito cardiaco anche con l'udito, e che magari coprendolo con la musica si rischi di andare facilmente fuori giri. Cosa ci dici a proposito?

Istintivamente non sono favorevole all'ascolto di musica mentre si corre.
Dovrebbe essere ovvio che appartiene più alla dimensione del jogging che a quella del running, perché (come spiego nel mio testo L'allenamento mentale degli sport di resistenza), ascoltare musica (anche un pezzo rock molto motivante) mentre si corre fa peggiorare la prestazione.
Il tuo scrupolo è la base della mia contestazione bonaria alla musica durante la corsa. Chi ama veramente la corsa deve entrare in armonia con il proprio corpo, non solo il proprio cuore, ma i suoi polmoni, la sua falcata ecc. Chi corre non deve astrarsi dal percorso, ma fondersi con esso. Né ha senso usare la musica per non annoiarsi, perché questo è un chiaro sintomo di mancanza di armonia con il gesto atletico.


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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 febbraio 2007 )
 
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