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Benvenuti su Nati Per Correre! Crediamo nella corsa come stile di vita e ci incuriosisce il mondo che la governa.
"Non siamo nati per camminare o per stare fermi, siamo nati per correre..."
Nature - Daniel Lieberman e Dennis Bramble
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Gennaio 2010 |
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LA MARCIALONGA RUNNING CORRE VELOCE. AL VIA ANCHE ANDRIANI, MAZZA E LAHBABI |
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Scritto da Silvia
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giovedì 02 settembre 2010 |
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Per domenica 5 settembre previsto il “record”, sono già oltre 1300 le adesioniSi è iscritto il forte Ottavio Andriani, ma anche altri atleti di ottimo rango. Per ora tra le donne spiccano i nomi della Mariotti e della BallariniIscrizioni aperte fino al sabato pomeriggio di vigilia
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 settembre 2010 )
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I conti quasi perfetti di Madame Poletti + Il cuore d’oro di Alessandro Moro |
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Scritto da Fabio Marri
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mercoledì 01 settembre 2010 |
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Courmayeur-Chamonix, 27-29 agosto: 8° Ultra Trail du Mont Blanc
I conti quasi perfetti di Madame Poletti Il cuore d’oro di Alessandro Moro
Senza averlo voluto, mi trovo anch’io tra i 1127 classificati nell’edizione più terribile di una gara che già di per sé stessa è la più dura d’Europa! Ho il mio bravo giaccone che mi dichiara “finisher”, sebbene per chiudere questa UTMB abbia faticato “solo” 21 ore e mezzo, cioè la metà del tempo che ci avevo messo nel 2008. Nessun inganno: per chi non sapesse come è andata (perché i mass-media italiani ne hanno parlato pochissimo), dirò che l’UTMB di 166 km è stata sospesa dopo 30 km, il TDS di 110 km (cui ero iscritto io, per la novità del tracciato, dopo aver concluso due volte la gara lunga e una volta questa, ma in senso inverso) non si è svolto; la CCC (cioè la gara ‘corta’ di 98 km) è stata sospesa dopo 80 km, ma permettendo ai 444 che erano già transitati di raggiungere il traguardo di Chamonix e venir classificati. Per gli altri, cioè gli orfani parziali dell’UTMB e quelli totali del TDS, c’è stata la possibilità di cominciare o ricominciare da Courmayeur il giorno dopo (sabato 28, alle 10.15), ricalcando all’incirca il tracciato della CCC, con un taglio nella parte iniziale che ci ha portato a percorrere, grosso modo, 90 km con 5600 metri di dislivello in salita e 5800 in discesa. Insomma, non una passeggiata. Il merito di questo, che vorrei definire ‘salvataggio’, di fronte a condizioni climatiche proibitive (aggravate, sembra, da uno sciagurato intervento umano, come dirò), va alla perfetta organizzazione dell’UTMB, capeggiata da una donna, Madame Catherine Poletti: chiaro cognome italiano, e grinta che ricorda quel Fabrizio Poletti da Bondeno, terzino di Torino, Cagliari e Sampdoria, protagonista del leggendario Italia-Germania 4-3. Occorreva fare scelte tempestive salvando anzitutto l’incolumità dei 5000 partecipanti alle varie corse, e – in secondo luogo – quel che si poteva della corsa. Qualunque decisione presa sarebbe stata criticata, ma d’altra parte la tragedia dell’ultimo Mercantour ha reso tutti più prudenti: meglio arrivare senza danni alla fine di 90 o 98 km, che tentarne 166 lasciando qualche cadavere nei burroni.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 settembre 2010 )
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10.07.2010 - 9^ ZERMATT MARATHON: CERVINO SUPERSTAR! |
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Scritto da Giovanni Baldini
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mercoledì 28 luglio 2010 |
10.07.2010 - 9^ ZERMATT MARATHON: CERVINO SUPERSTAR!
La mamma del dott. Tarcisio Fresia, la venerabile signora Gina, dotata di una lucidità mentale invidiabile, rimprovera il figlio 64/enne di frequentare compagnie poco raccomandabili, da quando si allena con Marco Galletto. Ma di che cosa stiamo parlando, dei soliti furbetti di quartiere? Niente affatto. Marco è un esempio di onestà e rettitudine solo che, la sua sfrenata passione per la montagna, ha condotto Tarcisio (malato più di lui) in un vortice, quello però sanamente sportivo, che porterà entrambi ad invischiarsi in impegni sportivi che, ai non addetti ai lavori, travalicano la soglia dell’impossibile (vedesi i prossimi U.T.M.B. la Petite Trotte à Leon ed il Tour des Geants). Per i biellesi rientra nella normalità fare, zaino a spalla, un andata e ritorno da Portula e Trivero, arrivando al Santuario di Oropa per sentieri di montagna transitando per quel di Rosazza (sono più di 80 km di tremende salite!) . Personaggi di questo ristrettissimo circolo di appassionati a cui piace sgobbare, ne conosco diversi. Ad esempio, ultimamente, il mio amico Filippo Fortini da Viterbo è arrivato di corsa fino a Firenze (km 211!); l’altro amico Giovanni Battista Torelli sarà impegnato a fine agosto in una mille miglia in bici (km 1.609!). Ma che bislacchi personaggi. La mia ammirazione per loro è profonda, e mi sento onorato di aver recentemente avuto il privilegio di aver condiviso insieme alcune forti esperienze nel campo della resistenza estrema ma, almeno per adesso, è meglio che mi tenga ragionevolmente alla larga da questi superman.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 29 luglio 2010 )
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Ultramaraton man - Confessioni di un corridore estremo |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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martedì 27 luglio 2010 |
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Dean Karnazes Ultra Marathon Man. Confessioni di un corridore estremo, Milano, Piemme, 2007. Seconda edizione.
Ho letto il libro-confessione di Dean Karnazes tutto di un fiato, come se fossi impegnato in una corsa veloce e coinvolgente. Uno dei pregi migliori di questo libro credo sia proprio la capacità di appasionare il lettore e di incuriosirlo, di trasmettergli, almeno in parte, lo stesso entusiasmo e gli stessi stimoli che sembrano animare l’esperienza dell’autore senza scadere nel narcisismo o nell’autocompiacimento. La ricetta di Karnazes per avere successo nella corsa come in qualunque altro campo d’interesse sembra all’apparenza, abbastanza semplice: corri con il cuore, ci dice, e ricorda che ogni cosa che abbia un qualche valore nella vita costa sacrificio, impegno e anche dolore. Per questo, aggiunge l’ultramaratoneta greco-americano, la corsa non è mai “divertente” ed è un’esperienza che assorbe l’individuo in ogni sua fibra e in ogni sua dimensione, fisica, emotiva e mentale, mettendone a dura prova la volontà, la pazienza, la perseveranza e la capacità di trascendere i propri limiti. Proprio quest’ultimo aspetto del libro mi sembra il più interessante e ricco di suggestioni.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 luglio 2010 )
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La marcia e la corsa accomunate da una unica cosa la "passione per la fatica" |
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Scritto da Andrea Romanelli
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martedì 20 luglio 2010 |
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In 13 anni che marcio non ho mai smesso di amare questo sport poco praticato dalla massa uno sport composto da grandissimi sacrifici e pochissimi ritorni economici. Nel mondo di oggi che ha come unico dio il potere e la fama; la marcia è la cenerentola dell'atletca dietro a tante medaglie olimpiche ci sono prima di tutto uomini che amano "faticare" e questa piccola cosa ma grande allo stesso tempo ne fa la regina dell'atletca accomunandone la corsa. Saper soffrire avere il gusto della fatica del sudore che piena il corpo e polmoni di aria sentendo il cuore battere all'impazzata le gambe prese in una morsa di dolore ma continuare allo stesso per il piacere di arrivare; " stremati inermi alla grandezza di questo sport ma arrivare", ne fa un unicum tra marcia e corsa. Direte che la marcia è uno sport tecnico difficile da imparare la corsa invece è l'espressione più alta di libertà; ma esse sono legate dal sacrificio e dalla determinazione dovuta al fatto che entrambe nonostante la grande fatica che si prova nel farle portano una gratificazione interiore che nessun altro sport può dare. Questa è l'unica stupenda cosa che accomuna questi due stili di vita. 
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Ultimo aggiornamento ( martedì 20 luglio 2010 )
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Scritto da Fabio Marri
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mercoledì 07 luglio 2010 |
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Bressanone, 3 luglio 2010: 1a Brixen Dolomiten Marathon Das Beste?
Ach! Fi carantisco che maratona Pressanone è non solo più tura che tutte altre maratone del Reich, parton, di Repupplica nata da Resistendza, ma anche la più pella! Lo si può dire non solo in italo-sudtirolese ma anche in italiano: se, escluse le ultra, non ho mai fatto tanta fatica in una corsa, devo ammettere che non avevo nemmeno mai visto, in Italia, scenari altrettanto spettacolari come quelli che, dal primo all’ultimo sudatissimo chilometro, ci hanno proposto i cosiddetti “brissinesi” al loro esordio sulla distanza canonica. In questo genere di gare, i lettori sanno che da almeno dieci anni mi tengo fedele alla personale classifica: Interlaken – Zermatt – Davos – Chamonix; e che ritengo una maratona d’altura tanto migliore quanto più imita la Jungfrau Marathon. Detto fatto, a Bressanone hanno dichiaratamente preso Interlaken come modello, anche nei dettagli: come la partenza il sabato, il pasta party dove, pasta-a-parte, devi pagare tutto il resto, compresa l’acqua per un’euro a bicchiere (per fortuna che le fontanelle cittadine erogano un’acqua fresca e buonissima!), e un trancio di pizza fredda per 2,5; la possibilità di ritirare i pettorali anche il mattino stesso, il dislivello di circa duemila metri (ehm ehm), l’arrivo in alta quota con discesina finale di un km, la classifica immediata grazie ai chip; e il ritorno, non col treno perché in Italia non usa, ma con pullmini e funivia. Anche la cartina annessa al sito e pubblicata sul giornalino trilingue “Marathon News” distingue con diversi colori i tratti su asfalto, strada bianca e sentiero alpino (quest’ultimo, circa 15 km, in ottime condizioni e con poca sassaia). Qualche differenza: Bressanone, cittadina deliziosamente tedesca, è più bella e ricca di storia che Interlaken, seppur sia gratificata da un clima quasi insopportabile in questa stagione; la premiazione si svolge non a valle (come sarebbe più logico, specie tenendo presenti le esigenze di chi deve ripartire), ma nel paesello di S. Andrea, a mezza via (anzi, nemmeno toccato dal percorso): e se vuoi andartene prima devi usare i bus di linea a pagamento.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 luglio 2010 )
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Pellegrino Parmense (PR), domenica 27 giugno 2010. 1° trail dal pan e formai. |
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Scritto da Fabrizio Sandrelli
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mercoledì 30 giugno 2010 |
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C’è aria di festa a Pellegrino Parmense, borgo montano annidato tra i rilievi appenninici a cavallo tra le province di Parma e Piacenza, dove approdiamo verso le dieci della calda domenica del 27 giugno. Appena il tempo di scendere dall’auto, indossare la divisa, ritirare il pettorale e il sobrio pacchetto-gara e si parte di gran carriera. Purtroppo la partenza ufficiale è avvenuta in anticipo di qualche minuto rispetto all’orario previsto e così mi tocca rincorrere affannosamente, in mezzo a un prato fiancheggiato da un torrentello, gli altri 77 partecipanti a questa prima edizione del “trail dal pan e formai” (20 km il percorso per i “competitivi): dove il pane è quello, particolarmente rinomato, di Pellegrino e il “formai” è il parmigiano-reggiano di montagna che qui mangiano col miele.
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