Se un mattino d’inverno un amatore
Scritto da Fabrizio Sandrelli   
mercoledì 03 febbraio 2010

Cavriana (MN), 31 gennaio 2010

Se un mattino d’inverno un amatore (podista) s’alzasse di malavoglia dal letto e fosse incerto se starsene al calduccio, leggere l’ultimo numero di “Correre” (con relativa classifica maratonica) o sfidare le temperature polari per fare un “medio” senza pretese, potrebbe sempre ripiegare su una non competitiva Fiasp. Il sottoscritto ha optato per l’ultima alternativa e così, la fresca mattina di domenica 31 gennaio, si è ritrovato a correre, dopo qualche esitazione, lungo il percorso di diciassette chilometri della “StraBiagio”, con partenza e arrivo dalla storica Villa Mirra di Cavriana (MN). Colline imbiancate, silenzio, cieli grigi, sentieri dal fondo ghiacciato, poco asfalto, tanto freddo  hanno fatto da cornice a una corsa tranquilla e piacevolissima. Meno piacevole è stato doversi spogliare in fretta e in furia, al freddo, per indossare gli indumenti del podista, tra cui una sgargiante maglietta rosso fuoco che spiccava perfettamente nell’ambiente bianco-grigio.

Complice il piede destro indolenzito, ho dovuto mantenere costantemente un’andatura più che prudente e accodarmi discretamente, fin dall’inizio, a un gruppetto di quattro podisti bresciani dal passo calmo e regolare. Erano le nove passate, quando siamo partiti, e probabilmente molta gente era già partita prima o aveva già concluso le proprie fatiche. Fatto sta che i primi dieci chilometri si sono susseguiti senza incontrare quasi anima viva. Lasciate alle nostre spalle le rovine della rocca gonzaghesca di Cavriana e accompagnati a tratti da un venticello di probabile origine siberiana, ci siamo addentrati in un intrico di tratturi e di sentieri che si snodavano in mezzo a boschetti spogli, vigneti, campi grigi e addormentati nel silenzio bianco dei giorni della Merla. Sembrava davvero una mattina di altri tempi, quando la neve, il gelo e il silenzio  erano elementi costanti dell’inverno nelle nostre campagne non ancora violentate dal cemento e dall’asfalto. Perso contatto con i bresciani, ho proseguito da solo per circa altri due km, per raggiungere, poco dopo Campagnolo (una frazioncina di Cavriana sperduta nei campi), lungo uno dei pochi tratti asfaltati, un’altra coppia di marciatori. Uno di questi era l’amico Michele di Peschiera, cui va il merito di avermi segnalato, giorni fa, la corsa di cui sto scrivendo. Qualche difficoltà, viste le condizioni del mio piede destro, l’ho avuta nello scendere dalla “collina delle antenne”, a circa tre km dall’arrivo. Per il resto, sono arrivato a destinazione perfettamente rilassato e più che soddisfatto del mio allenamento domenicale. In sintesi, una corsa che oltre alla bellezza del paesaggio offre un tracciato sapientemente ondulato e allenante (le salite non sono mai aspre ed eccessive), con una bella alternanza di tratti su sterrato, su erba e su asfalto. Senz’altro da ripetere, magari allungando il giro di qualche chilometro in direzione di Castellaro Lagusello. Opportuna anche la dislocazione del ristoro finale all’interno di Villa Mirra, con tè caldo e vin brulè. A una non competitiva (una volta tanto ben organizzata) non si può chiedere di più.

Fabrizio Sandrelli
» No Comments
There are no comments up to now.
» Post Comment
Only registered users can write a comment.
Please login or register.